Ministero del mare o del Sud? O tutt’e due?

Non tutti sanno che esiste un “Ministero del mare”. Precisamente si tratta di “Ministero del mare e del Sud” ove la maggior parte della gente ha notato più la parola “Sud” che “mare”. Peraltro che dobbiamo fare per il mare? E quale mare? Il nostro, quello che bagna le coste dello stivale, immaginiamo, ma oltre alla pesca in grave crisi, che ne facciamo? Che c’entra in una situazione come quella odierna? Molti l’hanno presa come una parola necessaria per dare una maggiore e differente enfasi all’impegno meridionalista che tutti i governi hanno sempre professato e mai realizzato. Quindi forse sembra un modo per mandare il can per l’aia come hanno sempre fatto tutti i governi precedenti con i loro Ministeri per il Sud.

Invece sotto il mare c’è il gas e il petrolio specie nell’Adriatico. Estrarlo è importante ma l’intera materia oggi è stata affidata a forze esterne alle Istituzioni: va ordinata dalle fondamenta. Pur secondi produttori di idrocarburi d’Europa paghiamo la benzina come comperassimo il petrolio dal golfo persico; senza parlare del gas. Gli idrocarburi che in futuro saranno estratti dall’Adriatico a quale prezzo saranno venduti ai cittadini e alle imprese? Questa è la domanda finale di una serie di altre che devono definire lo status della estrazione di idrocarburi nazionali considerando con attenzione la questione ambientale.

Poi si scopre che vi sono anche migliaia di richieste per allocare impianti eolici in mare cioè in breve i nostri mari potrebbero essere cosparsi di isole e isolette di acciaio collegate a terra da migliaia di cavi che si intersecano sott’acqua per portare a terra l’energia. Con danni incalcolabili per la pesca (che forse si fa credere che si vorrebbe rilanciare) e la navigazione commerciale e da diporto.

Quindi il mare diviene centrale per il nostro futuro energetico e una specie di giacimento energetico inestimabile. Il nuovo nome a questo Ministero calza a fagiolo in questa situazione fortemente promettente che si è venuta a creare.

Peraltro non si sa bene dove nel mondo lo si è fatto, ma si è deciso di aumentare la produzione di energia elettrica forse per far andare elettricamente le auto del futuro e quindi serve moltiplicare la produzione di questa energia. Questo significa che la crescita di produzione di elettricità verde è direttamente concorrente con le produzioni di carburanti fossili; non è una cosa da poco sia per l’economia interna che internazionale.  Dove è possibile trovare tanto spazio se non nel mare? Anche noi da tempi non sospetti abbiamo studiato e proposto questa soluzione e adesso sembra che in migliaia di imprese l’abbiano sposata; anche le burocrazie europee si sono mosse per fornire i finanziamenti necessari nel PNRR ma, al solito, siamo nel caos più totale.

Inoltre il mare circonda più di ogni altro territorio proprio il Sud che da questa nuova industria da collocare in mare dovrebbe trarre il massimo beneficio. Quindi il collegamento Sud-mare ci sta tutto! Ma bisogna stare molto accorti.

Ma cosa ci si attende che faccia questo Ministero del mare peraltro privo di soldini? Questo non è chiaro ma proviamo a dirlo noi: le iniziative energetiche vanno concentrate in poche (quattro o cinque) isole galleggianti costituite da componenti ovviamente galleggianti anch’essi assemblati tra di loro; isole della dimensione di vari chilometri quadrati sui quali collocare eolico, solare e produzioni di idrogeno verde ed attrezzate di porto e borghi abitati dagli addetti agli impianti. Isole gestite da autorità pubbliche. Chi volesse collocare i propri impianti in mare potrà farlo solo su queste isole artificiali pagando un canone.

Poi si dovrà effettuare una operazione di informazione presso gli italiani emigrati per reperire personale propenso a vivere lontano da casa per impiegarli nelle isole dato che certamente la disoccupazione meridionale non sarà sufficiente a soddisfare la domanda di nuove assunzioni. Le isole andranno progettate in modo da rilanciare anche l’industria ittica nelle e la pesca vicinanze di queste isole: cosa che va fatta immediatamente per la enorme richiesta di prodotti alimentari (ma non solo) ricavabili dal mare al posto di quelli di terra.

Ma questo è solo l’inizio: l’energia prodotta va distribuita a famiglie ed imprese a costi decrescenti nel tempo e certamente più bassi al Sud; Sud che non deve pagare i costi di trasporto e i cali di tensione che devono essere sopportati dai consumatori più lontani e del Nord Europa. È folle infatti continuare con il sistema odierno per il quale l’energia prodotta o estratta in Italia va a vantaggio solo delle società operative in questa settore mentre il consumatore impresa o famiglia paga l’energia come provenisse dall’estero.

Tutto ciò comporta la necessità di istituire una Autorità per l’energia del Sud indipendente da quella nazionale ed europea per controllare che i prezzi praticati nel Sud siano drasticamente più bassi di tutti gli altri e quindi è necessario immediatamente organizzare normativamente chi fa e che cosa fa, anche per canalizzare il PNRR o i finanziamenti privati nella giusta direzione.

Non serve dire che queste isole artificiali devono essere allocate fuori dalla vista delle popolazioni rivierasche e devono essere in grado di servire anche le nazioni che si affacciano dall’altra parte dell’Adriatico o dello Ionio in modo da avviare dialoghi costruttivi anche con le realtà che naturalmente sono vocate a divenire partner commerciali del Sud molto più di quanto siano vocate le nazioni nordeuropee.

Moltissimo ci sarebbe da dire sulla questione porti italiani e, in generale tutta la logistica marittima; o, ancora, sull’industria nuova che nascerebbe, o sull’idrogeno verde che potrebbe divenire addirittura eccedente la richiesta.

Mai come in questa intuizione si sono azzeccati tutti gli obiettivi oggi sul tappeto centrandoli tutti assieme e qui non li abbiamo indicati tutti. Quindi complimenti al governo per questa scelta; ma loro che l’hanno inventata ed avviata lo sanno di avere uno strumento ministeriale dalla forza di portata storica per chiudere definitivamente (oltre ad altre) la questione Sud e quella energetica in un colpo solo?

Canio Trione