Fondazione Migrantes: “Rapporto Italiani nel mondo”

La Fondazione Migrantes, organismo pastorale della CEI, ha presentato l’edizione 2022 del rapporto Italiani nel Mondo.

Dal rapporto, giunto alla sua XVII edizione, risulta che, dal 2006 al 2022, la mobilità italiana è cresciuta dell’87% in generale, del 94,8% quella femminile, del 75,4% quella dei minori e del 44,6% quella per la sola motivazione “espatrio”.

L’indagine pone l’accento sulla realtà che la comunità dei cittadini italiani residenti all’estero ha superato la popolazione di stranieri regolarmente residenti sul territorio italiano.

Il report parla di un’Italia interculturale in cui l’8,8% dei cittadini regolarmente residenti sono stranieri mentre il 9,8% degli italiani risiedono all’estero.

La mobilità sicuramente rientra tra il modus vivendi del terzo millennio e fa parte di uno stile di vita volto alla formazione culturale e professionale dell’individuo, ma c’è da dire che i protagonisti di questa mobilità sono in particolare i giovani, vittime dell’immobilità dell’ascensore sociale che li relega in una sorta di limbo come “riserve competenti qualificate” in attesa di essere chiamate ma poi il tempo passa e arrivano le nuove generazioni.

L’unica strada percorribile, soprattutto per gli under 35, appare essere l’estero per poter realizzare la propria vita professionale e familiare.

In base ai dati del rapporto emerge che, oltre 47% degli italiani, è partito dal Sud; il 37,2% è partito dal Nord; il 15,7% è, invece, originario del Centro Italia. Altro dato interessante è che 54,9% degli italiani all’estero è in Europa, il 39,8% nelle Americhe.

L’Italia era, e continua ad essere, terra d’emigrazione e ancora una volta si conferma l’urgenza da parte delle istituzioni di attuare strumenti per arginare la “fuga dei cervelli” ed in particolare eliminare le disuguaglianze anagrafiche e territoriali nei confronti dei giovani.

Antonella Cirese