Missili in Polonia

Stavolta, una micidiale e disastrosa guerra NATO-RUSSIA, con le conseguenze terribili di trasformare una guerra mondiale non guerreggiata in una guerra mondiale guerreggiata, è stata evitata.

La minaccia nucleare sarebbe diventata una terrificante realtà. Ma chiediamoci come si è evitato il grande disastro mondiale. Missili sono caduti in territorio polacco uccidendo e distruggendo.

Un territorio NATO, la Polonia, sotto attacco.  Ce ne è abbastanza per scatenare una reazione degli alleati occidentali. Zelensky non ha perso tempo nel denunciare l’aggressività imperialistica, dittatoriale, disumana della Russia: ha dichiarato subito la sua certezza che i missili caduti in Polonia siano russi.

Sarebbe stata l’apoteosi del suo atteggiamento che lascia poco spazio ad uno sviluppo pacifico del conflitto. Intervenendo al G20 di Bali, con un suo solto video, intanto, si è rivolto ad un consesso di 19 nazioni escludendo deliberatamente la Russia, ben determinato ad isolarla da tutti i consessi mondiale; poi si è dilungato, dichiarandosi, però, che è pronto alla pace, nell’elencare ben dieci punti come condizione necessaria ad ogni trattativa di conclusione della guerra.

Purtroppo, fra i dieci punti, ce ne sono alcuni che nessuno, specificatamente la Russia, potrebbe accettare.

Quei dieci punti, infatti, appaiono come l’offerta di una pace senza condizioni.

La Russia ha risposto con il lancio di un centinaio di missili sul territorio ucraino, forse accogliendo la proposta di Zelensky come una gratuita provocazione esposta in campo internazionale.

L’aggressione della Russia alla Ucraina è, certamente, del tutto inaccettabile e non giustificabile; come anche è inaccettabile la attuale strategia russa di una distruzione sistematica delle infrastrutture della Ucraina e delle centrali energetiche del paese.

Questa escalation quali problemi pone? Trascuriamo quelli politici, ben noti.

I problemi, veri, sono del popolo ucraino che vede distruggere quanto ha saputo costruire negli anni ed è proiettato verso un miserevole futuro;

mentre i popoli occidentali stanno subendo una crisi economico/energetica e alimentare senza precedenti, con un tasso d’inflazione verso le due cifre e una conseguente restrizione dei tassi operata dalle Banche Centrali.

Questo lo scenario.

Ma, i governi occidentali hanno saputo intervenire con saggezza.

Gli USA, per primi, seguiti subito a ruota dalla NATO, dalla Polonia, il paese offeso, e poi dagli altri paesi europei, hanno subito smorzato la probabile incontrollabile fiammata esplosiva dichiarando che i missili non erano russi ma lanciati dalla Ucraina nella sua risposta difensiva, antiaerea, agli attacchi russi.

Queste dichiarazioni, se da un lato, hanno sventato un allargamento mondiale del conflitto con il discolpare Mosca, hanno potuto dar luogo ad una sequela d’accuse all’invasore addossandogli la piena responsabilità e colpa del tragico evento: gli ucraini hanno sbagliato, nell’affanno della difesa, ma la colpa è dell’invasore che ha generato questo pericoloso stato di cose.

La Russia, dal suo canto, si è congratulata con gli USA, con la NATO e con tutto il fronte occidentale.

Questi i fatti: ogni ulteriore commento appare superfluo.

Non sappiamo realmente di chi sono quei missili caduti in Polonia e se l’evento sia stato un errore o voluto, ma rimane il dubbio che, se i reali belligeranti (non l’Ucraina!), con sincronismo sorprendente e onorevole, hanno trovato la quadra, Zelensky cominci ad essere di troppo.

Antonio Vox – Presidente “Sistema Paese” – Economia Reale & Società Civile