Ad ogni età la sua bellezza

Che fatica rassegnarsi ai segni del tempo che passa. A venti anni ci si sente bellissime/i, con una vita davanti. A trenta emergono femminilità e sensualità, per i maschietti diventano importanti bicipidi e tartarughe. A quaranta si inizia a guardare lo specchio con un occhio più critico e si iniziano a notare le prime rughe e capelli bianchi, la chioma non più folta, la pancetta incipiente e la pelle non più soda. E questo può generare. Eppure ogni età, è bene ricordarlo, ha le sue ricchezze. Invecchiare non è un privilegio concesso a tutti, eppure il segno del tempo che passa è per molti difficile da accettare.

Oggi più che mai, visto che siamo bombardati da modelli di perfezione creati ad hoc e inesistenti, che però rischiano di condizionare scelte e abitudini.

Si vive in un tempo in cui impera l’apparenza, dove alcuni modelli sono diventati parte integrante del mondo che ci circonda. Sui social, sui magazine, in tv, passano immagini di donne e uomini belli, vitali, che sprizzano energia, atletici ed inarrivabili; di contro c’è sempre meno spazio per fragilità e debolezze. La giovinezza sembra non debba mai esaurirsi e quindi non è facile fare i conti con il segni del tempo che scorre.

Le reazioni possono essere le più disparate; c’è chi si rassegna, chi non lo accetta, chi si oppone e chi cade in depressione.

Molti sperimentano la forma più grave del fenomeno che gli esperti chiamano gerascofobia che consiste in una forma morbosa di evitamento con la riduzione della qualità della vita. Tanti si ritirano dalla vita attiva e si chiudono in casa. Senza però arrivare a casi estremi, il fenomeno dell’invecchiamento coinvolge tutti e non lascia indifferente nessuno.

La questione però non è solo un fatto estetico, ma anche culturale. Se si è consapevoli del proprio valore intrinseco, si ha una forte autostima, è più facile accettare il tempo che passa. Il tempo corre e trasforma tutto, si chiama dinamismo, è la vita.

Paola Copertino