Dove pensa di andare Zelensky?

Non abbiamo fatto in tempo a pubblicare il nostro articolo del 21 novembre (https://zonafrancanews.info/2022/11/20/missili-in-polonia/) nel quale, analizzando i fatti, concludevamo con “Non sappiamo realmente di chi sono quei missili caduti in Polonia e se l’evento sia stato un errore o voluto, ma rimane il dubbio che, se i reali belligeranti (non l’Ucraina!), con sincronismo sorprendente e onorevole, hanno trovato la quadra, Zelensky cominci ad essere di troppo” che le nostre previsioni, in verità molto facili, si sono andate concretizzando.

Infatti, il presidente della Ucraina, sostenuto dal suo entourage, ignorando platealmente le dichiarazioni degli USA, della Nato e dell’Europa tutta, compresa la Polonia, la vittima, non demorde e insiste nell’indicare la Russia come responsabile di quel missile assassino.

Intervistato da Interfax Ukraine dice: “Non ho nessun dubbio che il missile non fosse nostro”; e, intanto, continua a chiedere di indagare direttamente sul sito dell’impatto, in terra polacca.

Zelensky gioca come se fosse, di fatto, un membro della Nato.

Infatti, chiede ancora armi e munizioni, in particolare aerei caccia da combattimento modello F15 e F16 che i suoi piloti non saprebbero pilotare; sollecita Stoltenberg ad elaborare azioni congiunte; dichiara che “oggi proteggere i cieli dell’Ucraina significa proteggere la Nato”.

E il ritornello è sempre lo stesso: “Gli attacchi sul territorio della Polonia non sono un incidente, ma un ‘hello’ deliberatamente pianificato dalla Russia, camuffato da errore”.

Sembra che Zelensky, non riesca più ad uscire dalla parte in cui era facilmente entrato: l’eroe della resistenza occidentale di fronte all’invasore che egli vuole annientare a tutti i costi.

Questo suo atteggiamento preoccupa e indispettisce, non poco, il fronte occidentale che appare abbia intrapreso, con i modi opportuni e i tempi adeguati, la strada diplomatica che conduce alla riappacificazione e alla fine del conflitto soprattutto dopo l’incontro Biden/Xi Jnping a Bali: USA e CINA divise su quasi tutto, ma unite nel netto rifiuto di una belligeranza nucleare.

Zelensky sembra che non abbia capito che lo scenario globale sta cambiando e che il suo ruolo sta per concludersi.

Come mai non si è accorto che il generale USA Mark Milley ha sostenuto che le possibilità per l’Ucraina di vincere il conflitto, sono nulle?

Ha detto, il generale: “La probabilità di una vittoria militare ucraina, se definita come scacciare i russi fuori da tutta l’Ucraina che include anche la Crimea, in tempi in qualche modo brevi, non è alta, militarmente”.

Frase articolata ma politicamente ben chiara.

Come mai non si è accorto che una prima risposta alla sua insistenza è stata affidata al capo dello staff del primo ministro ungherese Viktor Orban (l’esempio europeo del sovranismo), Gergely Gulyas, che ha detto “Il presidente ucraino, accusando subito i russi, ha sbagliato, è un cattivo esempio” e ha apprezzato, invece, la risposta, moderata e responsabile, di USA, NATO e Polonia?

Ma, poi, è intervenuta direttamente anche la NATO che, a gamba tesa, ha dichiarato, dando mostra di fastidio, che il presidente ucraino “ora sta esagerando”;

aggiungendo, anche, pur difendendo il diritto alla difesa della Ucraina: “La situazione sta diventando ridicola. Gli ucraini stanno distruggendo la nostra fiducia nei loro confronti. Nessuno incolpa l’Ucraina e loro mentono apertamente. Questo è più distruttivo del missile”.

Zelensky e l’Ucraina sono stati aiutati, platealmente e concretamente, ma l’alleanza occidentale non ne vuol sapere di farsi tirare per ii capelli dentro la guerra.

La posizione politica generale è: la Russia non c’entra.  

La portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Adrienne Watson, ha dichiarato:

“Questa esplosione è stata molto probabilmente il risultato di un missile di difesa aerea ucraino che è sfortunatamente atterrato in Polonia”.

Fine delle trasmissioni.

Non è dato a nessuno contestare questa posizione ufficiale, vera o no che sia, nemmeno a Zelensky, che non si capisce dove voglia andare.

Antonio Vox