Vite spezzate, aumentano gli incidenti sul lavoro

In aumento gli incidenti sul lavoro. Coinvolti pure gli studenti in stage. Dai dati Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, risulta che nei primi sette mesi del 2022, le denunce sono state 441.451, con un aumento del 41 per cento. Contestualmente sono in crescita anche le patologie di origine professionale denunciate, come le morti bianche anche queste in aumento.
Sono numeri che dovrebbero imporre misure urgenti, ma spesso non fanno più notizia.

La regione che preoccupa di più è la Campania, seguita da Liguria, Lazio, Sicilia e Molise, secondo i dati raccolti per quanto concerne gli infortuni totali. Se si passa ad esaminare le malattie professionali, la regione che fa registrare il peggioramento più consistente è il Molise, seguito da Valle d’Aosta e Umbria.
Il problema riguarda poi familiari delle vittime costretti a rinventarsi e a vedere distutti sogni e progetti. Lo stress provoca anche divorzi, abbandoni, calvari anche per i figli che vengono coinvolti in queste tragedie e ne subiscono le conseguenze.
E’ duro per chi muore, ma anche per chi resta. Studi condotti dall’Università di Padova, in collaborazione con l’Anmil, evidenziano che il 40% di coloro che hanno subito un incidente sul lavoro manifestano i sintomi tipici dello stress post traumatico: ansia, depressione, irritabilità e scoppi di collera. Secondo i ricercatori, le ripercussioni psicologiche possono durare fino a dieci anni dopo l’incidente e potrebbero essere la causa diretta di un mancato rientro al lavoro, così come di difficoltà di riadattamento e reinserimento nella vita sociale.

Paola Copertino