Siamo uomini o cosa?

La questione sanitaria è apertissima. A ben guardare la situazione è ancora peggio e più vasta di come sembra. Come ci fosse una specie di complotto ordito contro tutta la vecchia medicina ispirata dal giuramento di Ippocrate (che era scatenata contro le malattie e non contro i sani) si insinuano sottili concetti che mirano ad esautorare i medici ancora fedeli a quel giuramento. Qualcuno cioè ha pensato che questa storia che si possa curare ogni paziente in un modo diverso e, se necessario, specifico ad ognuno, deve finire. Si è formata in costoro una idea per la quale il fatto che qualcuno possa sottrarsi alle decisioni dei vertici politico-sanitari non è più tollerabile. Inoltre le compagnie assicuratrici pagano fiori di milioni per la malasanità mentre se esistesse un protocollo ministeriale che indica la terapia da seguire in ogni caso, il medico, seguendola, potrà giustificare anche l’esito eventualmente infausto della cura e il malcapitato paziente non potrà pretendere nessun risarcimento. Secondo questa idea come mucche e maiali, galline e pecore, gatti e cani, cavalli e capre vengono vaccinati e, più in generale, curati secondo quello che dice un protocollo delle Autorità, -e quindi secondo la incontestabile “scienza”- anche e a maggior ragione i medici devono fare lo stesso con gli esseri umani. Non siamo forse tutti uguali? E tutti noi siamo a modo nostro animali? E non è così che ci pensa la “scienza”? e la “scienza” può mai essere messa in dubbio? Se quindi un protocollo prevede la vaccinazione si deve vaccinare e basta.

È l’eterna contrapposizione tra quelli che Croce chiama “naturalismo col suo agnosticismo” (storia d’Italia dal 1871 al 1915 ed. Laterza 1985 pag 122) che vede l’uomo come una specie di ammasso di atomi o cose simili contro l’umanesimo che invece ritiene che esista una soggettività oltre la carne e le ossa; soggettività ampiamente in grado di influenzare anche la materia di cui è composto il corpo e comunque con una dignità intangibile.

Il capo dell’associazione dei Medici, il barese Anelli presidente della FNOMCeO, ha commentato la recente sentenza affermando che “le ragioni della scienza sull’efficacia dei vaccini per la protezione della popolazione sono state riconosciute, testimoniate dall’adesione della stragrande maggioranza dei cittadini e dai 470.000 medici italiani che si sono vaccinati, il 99,2%, quasi la totalità”. (da Quotidianosanità,it del 4 dicembre). Una vaccinazione “imposta” dalla minaccia di perdere il lavoro è legittima un po’ come lo erano i plebisciti che hanno legittimato la unificazione italiana! Naturalmente il quotidianosanità nello stesso editoriale non perde l’occasione per “chiedere al Parlamento e al Governo un intervento normativo che imponga l’obbligo vaccinale a tutto il personale sanitario pubblico e privato, quale onere di servizio al fine di garantire la sicurezza del paziente nel quadro della tutela del rischio clinico”. Cose che fanno sorgere alcune domande cui non sappiamo dare risposte:

-perché fare una legge impositiva se tutti si uniformano spontaneamente alle vaccinazioni?

-che titolo hanno le Associazioni dei medici a fare proposte politiche non preventivamente condivise dagli associati?

-è vero o non è vero che la medicina ha fatto passi da gigante? E se è vero, vuole dire che le cure di ieri sono state successivamente riconosciute superate se non sbagliate. Perché non si deve cercare di innovare visto che tutte le cure di ieri sono state superate? E anche quelle di oggi lo saranno prestissimo?

-se è vero che i vaccini e le altre cure sono quelle che veramente servono perché imporle ai medici? Non conoscono forse il loro mestiere? E se non lo conoscono perché dobbiamo fidarci di loro?

-è vero o non è vero che i cambiamenti e i miglioramenti sanitari e terapeutici sono stati fatti dagli eretici di ieri?

-anche i soldati subiscono per ragioni di servizio trattamenti e “ordini” che possono lederne la salute se non la vita ma sono una piccola parte dell’intero esercito e vengono pagati profumatamente per rischiare la pelle!

Ma non avremo risposte e rimane sotterraneo e diffuso in quelle stanze il pensiero di spostare l’attività dei medici da un fatto professionale creativo e specifico a un fatto meramente esecutivo e burocratico.

Questa pensata viene sotterraneamente diffusa nei piani alti dei Ministeri e degli Ordini dei sanitari con una postilla significativa non sempre espressa ma chiarissima che prevede la assoluzione del medico da ogni responsabilità se segue i protocolli mentre se non lo fa se ne assume la responsabilità e magari viene radiato dall’Ordine dei medici reo di non essersi vaccinato o di avere una sua idea specifica. Non deve fare il medico chi non ottempera alle volontà della politica e delle compagnie multinazionali del settore molto bene espresse nei protocolli…

È certo quindi che è in gioco molto di più della questione vaccinale come la conosciamo; seguendo questa idea che si sta insinuando nell’ambiente sanitario la sanità del futuro sarà molto diversa da quella del passato e se il paziente morirà non potrà prendersela con il medico e con la sua assicurazione perché si saranno rispettati i protocolli relativi alla patologia che il medico avrà riconosciuto.

Quindi ci sono tre forze formidabili: le società farmaceutiche vogliono inventare e vendere medicine per i sani -come appunto i vaccini-, le assicurazioni che non vogliono pagare per gli effetti delle cure andate male, i governi che hanno tutto l’interesse a standardizzare le cure per non pagare premi milionari alle assicurazioni e non pagare cifre spropositate per cure prescritte da medici disallineati… quindi sarà ben difficile per i cultori di Ippocrate farla franca. Chi difenderà il malcapitato malato? Chi difenderà i medici veri dal rischio di divenire pedine delle direttive ministeriali guidate dalle multinazionali? Chi difenderà la civiltà dalla dittatura?

Forse le associazioni dei consumatori potrebbero dire la loro ma è molto improbabile che accada per la modestia della preparazione degli addetti a quelle associazioni.

Sarà meglio non ammalarsi più. Anche questo servizio pubblico ci viene progressivamente negato.

Canio Trione