Danni alla fertilità dei terreni. L’allarme a margine della Giornata mondiale del suolo

La Giornata Mondiale del Suolo, istituita nel 2014 dalla FAO, nasce per affermare la stretta connessione tra suolo sano e benessere alimentare. La sicurezza alimentare dipende da suoli in salute che sono alla base per un’economia rispettosa dell’ambiente e della salute umana attraverso la biodiversità e l’arresto del degrado che investe la terra a livello mondiale.

Infatti, secondo la FAO, a livello mondiale il 33% dei suoli già oggi presenta segni di degrado. E, se non si interverrà per tutelarli migliorando le attuali pratiche di gestione, quella percentuale raggiungerà il 90% entro il 2050, minacciando le produzioni agricole.

In Italia la situazione non è migliore.

In Italia i danni sulla fertilità dei suoli, secondo l’Ispra, riguardano circa il 30% della Penisola, principalmente al Sud, dove in alcuni casi superano il 40% delle superfici. E negli ultimi 20 anni la siccità ha provocato danni all’agricoltura italiana per oltre 15 miliardi di euro, il 50% dei quali concentrato in Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna.

Urge realizzare una difesa del suolo portato al degrado dalla cementificazione e dalla non gestione delle terre che riducono la resilienza del suolo rispetto ai fenomeni atmosferici.

E’ necessario ridare centralità al ruolo dell’agricoltura e delle foreste e investire in una politica che incentivi le buone pratiche della coltivazione, le innovazioni tecnologiche, la ricerca e i monitoraggi dei suoli.

In questo modio si possono attuare strumenti di protezione del territorio realizzando l’obiettivo di avere entro il 2050 ecosistemi del suolo sani.

Antonella Cirese