Migranti a Bari

La Umanity 1 con 261 migranti di varie nazionalità a Bari. Il governo Meloni anche in questo ambito ha deciso di assomigliare ai governi precedenti? Lo vedremo presto ma è certo che tutti gli ingredienti della minestra che ci hanno somministrato nei passati decenni non cambiano: la pressione alle nostre frontiere è sempre la stessa, le caratteristiche della nostra economia non sono cambiate se non in peggio per il concomitante caro energia, caro danaro, inflazione, burocrazia, fisco. La domanda di drastico cambio di politica è sempre lì.

Anche la richiesta di una gestione comune europea dell’intera questione è stata rigettata in mare con una vera e propria crisi diplomatica Italo francese. Ma veramente a Roma si crede in una qualunque forma di solidarietà Europea? E per quale ragione le altre nazioni europee dovrebbero DARE qualcosa all’Italia? Per avere cosa in cambio? Il tempo delle fatine buone è finito da un pezzo ed attendersi qualcosa da nazioni interessate solo a comperarsi pezzi della nostra economia è veramente una ingenuità.

Che fare? In passato il fenomeno migratorio è stato evitato e rimandato solo dal ruvido regime di Gheddafi. Lo rimpiangeremo? Speriamo di no! Ma spetta a noi gestire la cosa civilmente che non significa subirlo passivamente. Oggi la stessa ruvidità trattiene in Africa per qualche mese centinaia di migliaia di persone che prima o poi sbarcheranno da noi. Non v’è alternativa alle brutture dei politici libici?

Solo l’avvio di un processo di sviluppo economico in Africa può essere un vero cambiamento epocale. Sviluppo che accrescerebbe ulteriormente la centralità del Mediterraneo e quindi del Sud Italia nel mondo del futuro. l’Italia della Meloni saprebbe avviare questo processo? Il problema è tutto lì: il futuro non può non essere profondamente diverso dal passato ma dovrà pur essere immaginato da qualcuno e segnatamene dal governo. Poi dovrà essere sostanzialmente accettato dagli altri player mediterranei Francia e Stati Uniti in testa magari con il consenso più o meno esplicito di Germania e Regno Unito… sempre che il modello di sviluppo che si proporrà sia sostenibile ed auto propulsivo e quindi privo di costi per noi…

Tutte condizioni difficilissime non tanto in se ma per la cultura necessaria per concepirlo mentre tutta la politica italiana è portatrice di ben altre concezioni: i nostri politici -tutti nessuno escluso – hanno studiato alla scuola andreottiana della cura delle poltrone e non della economia. cioè della viltà e non dell’ardimento. Spesso si confondono la salute dei conti pubblici con la politica economica; altri credono che la lettura delle statistiche sia scienza economica…E la Meloni è stata capace di conquistare quella poltrona non certo per le sue doti di economista ma per il suo eloquio, la sua coerenza, i suoi valori, la sua innovatività nella identità. Pregi immensi specie se confrontati alle brutture dell’altra parte ma l’economia rimane un mistero per i Palazzi; mistero molto bene rappresentato dalla banca d’Italia che in questo momento incredibilmente difficile altro non fa che criticare l’estensione del limite dell’uso del contante di tremila euro… non vi sono parole per esprimere il disappunto per tanta modestia intellettuale.

Immaginare il Sud Italia del futuro come una economia integrata in un mediterraneo che di fatto diviene la vera locomotiva Europea capace di immaginare e realizzare un modo di fare economia diverso da quello nordico… dovrebbe essere il succo della futura azione di governo… ma temiamo che continueremo a contare emigranti e naufraghi per molti anni ancora.

Canio Trione