Povertà educativa. Il PNRR per il sud è un’opportunità storica da non perdere

Il rapporto annuale dell’“Osservatorio sulla povertà educativa #conibambini”, promosso da Con i Bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha realizzato un’indagine sulle misure del PNRR in relazione a tre aspetti chiave: asili nido, edilizia scolastica e riduzione dei divari educativi.

I dati non sono confortanti per il sud che rischia di perdere l’opportunità storica del PNRR, per combattere la povertà educativa, a causa delle difficoltà degli enti locali a proporre progetti.

Il PNRR destina 4,6 miliardi di euro per il piano asili nido e scuole dell’infanzia, con l’obiettivo di creare 264mila nuovi posti per la fascia 0-6. Oggi in Italia i posti sono 27,2 ogni 100 bambini, a fronte del 33 previsti come obiettivo UE.

Il problema che emerge non è raggiungere la soglia del 33% ma colmare i divari territoriali.

Come risulta dal rapporto, sono proprio le regioni meridionali ad avere maggiori difficoltà a presentare i progetti (città come Ragusa, Caltanissetta, Cosenza e Caserta sono sotto il 10 per cento). E spesso proprio i territori più carenti sono gli stessi che faticano di più a presentare i progetti. Basti pensare ai bandi per gli asili nido che sono stati più volte riaperti per carenza di progetti ed attualmente Sicilia, Molise e Basilicata hanno espresso un fabbisogno al di sotto delle attese. Analoga valutazione va fatte per le aree interne.

Facile dedurre che c’è il pericolo di imbattersi, nel mezzogiorno e nelle aree interne, in asili fantasma.

Anche per quanto riguarda il secondo punto riguardante il piano di sostituzione e riqualificazione energetica degli edifici scolastici continua ad esserci un grande divario tra Nord e Sud, infatti si legge nel rapporto che “il 57,5% degli edifici scolastici è dotato di accorgimenti per il risparmio energetico, con quote che superano l’80% nelle province di Bergamo, Padova, Lecco, Sondrio e Vicenza. Invece non arrivano al 20% nei territori di Crotone, Trapani e Reggio Calabria. Il 42,4% delle risorse del piano è previsto per il Mezzogiorno”.

La terza misura riguarda l’intervento straordinario per ridurre i divari territoriali nell’istruzione e la dispersione scolastica con un occhio particolare sempre al Mezzogiorno, dove gli abbandoni sono più frequenti e gli apprendimenti inferiori.

Il PNRR non può essere un’occasione persa per Il Mezzogiorno di conseguenza è fondamentale monitorare le fasi di attuazione dei progetti e realizzare a tutto tondo una collaborazione tra scuola, enti locali e realtà pubbliche e private in modo da costruire sui territori presidi che accompagnano i ragazzi nella formazione etica, culturale e sportiva contrastando la povertà educativa.

Antonella Cirese