… ma è Natale

Dopo mesi d’impegni riesco finalmente a scrivere di nuovo. In questo periodo mi venivano in mente mille articoli da scrivere, con numeri, statistiche, sentenze, scandali.
Ma è Natale! E’ il periodo della tregua, del “vogliamoci bene”, del “pensiamo ai più sfortunati”…
E’ Natale! Il periodo giusto per raccogliere le firme e fare emergere nuove proposte politiche alle prossime elezioni che la Lombardia ha voluto addirittura anticipare; un diejà-vu di questa estate in cui il nostro garante della Costituzione e equidistante Presidente Mattarella ha indetto iper veloci elezioni rendendo ancora impossibile per molti concorrere alle elezioni. E si perché in Agosto avere uffici e istituzioni funzionanti e persone disponibili a firmare nei gazebo era praticamente impossibile come d’altronde ora a Natale e le sue feste.
Coincidenza?
Comunque il panorama politico di questa estate non è cambiato molto.
I nuovi partitini hanno imparato poco dalla lezione estiva e sono ancora restii a unirsi almeno per scopo se non per identità frammentando ancora una volta una proposta politica in nome di una neo identità, simbolo o bandiera.
PROPOSTA= consiglio, parere, suggerimento. Tutto questo può avvenire se c’è un obiettivo, un progetto, una visione.
Vecchia e “nuova” politica propongono gli stessi errori ma nessuno, o quasi, propone progetti e soluzioni.
Si, è Natale, un Natale costellato di scandali, di corruzione, di decessi improvvisi, di personaggi che dovrebbero essere già in galera e invece vengono candidati per dirigere e finire di distruggere il Bel Paese in nome di ideologie, fedi, poteri e denaro.
Personaggi sempre più potenti e sempre più vuoti raccolgono consensi grazie a propagande che solo un popolo ormai disperato può ancora far finta di credere
I più sfortunati sono aumentati ma il loro destino non è cambiato. Sono numeri ancora (fortunatamente) in minoranza e come tale meno importanti nei consensi. Le progettazioni delle soluzioni vengono rimandate per lasciare spazio a strategie numeriche per possibili voti in una nazione in perenne campagna elettorale.
Ho cambiato idea e anche se è Natale vi do un po’ di numeri perché sono gli unici a non avere fede e quindi non hanno opinioni.
A oggi il 7.9% degli italiani è disoccupato di cui il 23.9% sono giovani.
Nel primo trimestre 2022 hanno chiuso 110.000 aziende e si prevede che entro la prossima metà del 2023 altre 120.000 chiuderanno.
La libertà di stampa dell’Italia è sprofondata al 58° posto nella graduatoria mondiale.
Il 27.8% degli italiani tra i 16 e i 65 anni è analfabeta funzionale (dati OSCE).
La media italiana dei posti letto in ospedale è di 318 su 100.000 abitanti contro la media OSCE di 467.
Tra pochi giorni verrà consegnato il nuovo pacco regalo natalizio al difensore della democrazia ucraina in cui è compreso l’ultimo grido del sistema di puntamento anti missili del valore di 800 Milioni/cad di € pari al costo di tre ospedali.
Potrei andare avanti per pagine a snocciolare dati facilmente fruibili in Internet ma sono sufficienti questi per capire, se si vuole, qual’ è il trend del nostro Paese, fino a pochi decenni fa eccellenza nel mondo.
In questi ultimi tre anni ci hanno abituato a considerare le opinioni come dati di fatto occultando e mistificando % e numeri, screditando i mezzi d’informazione non allineati e esaltando guru tramite il Mainstream. Ovvio che sale l’analfabetismo funzionale e ovvio che cala il controllo su chi gestisce la Cosa Pubblica che agisce sapendo di essere impune.
Quindi la domanda è:
Com’è possibile che ancora milioni d’ italiani votino le stesse persone che hanno ancora il coraggio di ricandidarsi e che hanno contribuito a tutto ciò?
Come può una persona raziocinante continuare a ripetere lo stesso errore in nome di un “meno peggio” definito non si sa con quali parametri?
Siamo in circolo vizioso da cui si fa fatica a capire come venirne fuori.
Il controllore non è in grado di controllare e il controllato questo lo sa ma questo non è bene!
Ma è Natale e 4.660.000 famiglie avranno poco da festeggiare perché non hanno reddito avendo perso il lavoro che significa dignità e libertà.
Ci rifugeremo ancora una volta nell’ottimismo che tutto presto migliorerà come per incanto tra luci e stelle sui balconi che illuminano strade buie testimoni di assurdi sanzioni e stupidi sacrifici.
Si, lo so, la storia si ripete e con essa i cicli up and down e quindi prima o poi ritorneremo up e ci scorderemo il down; ma a nessuno è mai venuto il desiderio di essere protagonista del cambiamento e non solo spettatore?
La scelta consapevole rimane l’unica soluzione per rompere questo incantesimo ma richiede fatica, coraggio e umiltà indispensabili per confrontarsi, dialogare e trovare soluzioni e compromessi.
Ma è Natale. E allora auguri a tutti.

                                          Massimo Gardelli –  Sistema Paese Società Civile & Economia Reale