Il futuro dell’economia circolare e le micro imprese

Il Cen (Circular Economy Network), nell’ultimo rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia, ha evidenziato che, tra il 2018 e il 2020, il tasso di circolarità è sceso a livello globale dal 9,1% all’8,6%. Negli ultimi 5 anni i consumi sono cresciuti di oltre l’8%, superando i 100 miliardi di tonnellate di materia prima utilizzata in un anno, a fronte di un incremento del riutilizzo di appena il 3% (da 8,4 a 8,65 miliardi di tonnellate).

Di fronte al pericolo di un regresso dell’economia circolare è arrivata dall’Italia, che nell’ambito delle prime cinque economie europee occupa il primo posto per gli indicatori più importanti di circolarità insieme alla Francia, l’idea che il futuro dell’economia circolare debba partire dalle micro imprese

Un’idea avvallata dai dati degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, in base ai quali, su 4,4 milioni di imprese attive in Italia, le imprese con meno di 10 addetti rappresentano il 95% del totale contro il 4,86% di Pmi e lo 0,09% di grandi imprese.

In questa ottica si inserisce il primo Manifesto sul futuro circolare presentato qualche giorno fa alla Camera dei Deputati dalla “job community” wwworkers.it, che è un documento identitario, condiviso da 100 Pmi e micro-imprese, pensato come un decalogo da seguire per orientare il proprio modello di business verso i parametri dell’economia circolare.

Ecco i 10 punti del Manifesto sul futuro circolare.

Progettazione circolare

Disegnare un prodotto pensando al suo intero ciclo di vita, e quindi favorendo al suo termine il disassemblaggio, il riciclo e il riutilizzo delle parti. Puntare alla soluzione più ecosostenibile, ottimizzando la vita utile delle risorse che lo compongono.

Materiali riciclati e riciclabili

Puntare sull’utilizzo di materie prime secondarie o, in alternativa, materie prime primarie sostenibili. Incentivare il riciclo degli scarti di produzione. Creare reti sul territorio, perché ciò che è scarto per un’azienda possa diventare risorsa per un’altra.

Produzione sostenibile

Impostare i cicli produttivi facendo un uso sostenibile dei materiali, riducendo gli sprechi e integrando processi che siano indipendenti da fonti esterne. Puntare verso l’autosufficienza energetica segnata da fonti rinnovabili e il raggiungimento dell’impatto zero.

Imballaggi responsabili

Oltre il prodotto, pensare a quello che gli sta intorno. Ridurre l’uso di packaging e puntare su soluzioni realizzate con materiali riciclati, riciclabili o biodegradabili, che consentano la migliore conservazione e il totale impiego del prodotto e che siano semplici da usare, facili da disassemblare e riciclare.

Distribuzione a basso impatto

Incentivare il trasporto delle merci con veicoli a basso impatto ambientale. Ove non possibile, attivare politiche di compensazione delle emissioni. Incrementare gli scambi in un’ottica di filiera corta. Favorire la scelta di opzioni di consegna a domicilio più sostenibili.

Filiera corta controllata

Presidiare l’intera filiera evitando gli sprechi. Tracciare il percorso del prodotto, anche oltre la vendita, grazie all’uso delle nuove tecnologie. Valorizzare il corto raggio d’azione investendo sul territorio e sulle comunità. Guardare a visioni globali generando impatti locali misurabili e replicabili.

Trasparenza che fa la differenza

Permettere ai decisori e ai consumatori di monitorare, grazie alle tecnologie digitali, prodotti e processi in modo chiaro, semplificato, misurabile, accessibile lungo tutta la filiera.

Capitale umano valorizzato

Sono le persone a fare la differenza. Promuovere lo scambio di conoscenza tra tutti gli attori dell’ecosistema in modo da favorire consapevolezza e crescita. Generare impatto anche attraverso la comunicazione, puntando alla sensibilizzazione del consumatore in una formazione continua.

Capitale tecnologico aumentato

Moltiplicare l’efficacia della circolarità grazie a tecnologie evolute: sistemi di AI, machine learning, blockchain, app e tool di nuova generazione migliorano performance, controllo e efficacia delle soluzioni e dei processi che propone. Alla base c’è la misurazione dell’impatto.

Pensiero circolare “One Health”

Pensare a nuovi modelli organizzativi e di business che pongano l’essere umano al centro. Misurare la propria impronta ambientale e sociale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, mantenendo come visione unica la salute e il benessere comune delle generazioni presenti e future.

Un manifesto che va nella direzione di promuovere l’economia circolare e l’impresa sostenibile che, in tempo di rigenerazione, sono gli strumenti migliori per arginare la crisi energetica, la crisi climatica e la scarsezza delle risorse.

Antonella Cirese