La BCE insiste

Da un’Ansa del 24 dicembre apprendiamo che: contro gli aumenti dei tassi d’interesse “possiamo aspettarci ulteriore opposizione e dobbiamo resistere. E’ proprio per questo che le banche centrali sono indipendenti”: Lo dice Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce, rispondendo a una domanda sulle critiche, in Italia, ai recenti rialzi del costo del denaro da parte della Bce. “Ai governi – dice Schnabel al quotidiano finanziario Frankfurter Allgemeine Zeitung- in generale non piacciono molto gli aumenti dei tassi. Pesano sulla posizione di bilancio perché rendono più costoso emettere nuovo debito”.
Quindi da queste parole capiamo che nella omertà più assoluta qualcuno sta cercando veramente e non solo con garbate dichiarazioni pubbliche, di fermare questa ottusa deriva teutonica del rincaro del costo del danaro; tanto da indurre questa signora a sottolineare che la BCE è indipendente. Chi ha ragione? Certamente gli italiani e precisamente quelli che resistono a tale stupidaggine che ricorda molto la stagione del “rigore” autorevolmente sostenuta da tanti che oggi fanno i nonni come è giusto che sia. E poi che significa indipendente? Fino a dove può spingersi? Non ha anch’essa uno statuto?
Primo: quando i tedeschi gridavano all’inflazione in arrivo (inizio ’21) e chiedevano un aumento dei tassi li si sarebbe dovuti accontentare aumentandoli solo in Germania e fermando l’acquisto di titoli tedeschi; cosa che la BCE non ha fatto! infatti l’inflazione da domanda e cioè da eccesso di liquidità c’era solo là e sarebbe bastato portare i tassi a livelli un po’ superiori a quelli attuali (naturalmente solo in Germania) e oggi non saremmo in questa situazione. Invece si inventò una specie nuova di inflazione dicendo che era “temporanea” (una balla fantastica -come avevamo detto da queste colonne- che faceva credere che i prezzi sarebbero poi scesi senza indicare il perché) che poi ha portato ad una inflazione incontrollabile. Come mai gli “economisti” che hanno creato questo disastro sono ancora là?
Secondo: esiste una parte di inflazione che non è dipesa dalla domanda ma dall’aumento dei prezzi dell’energia a loro volta originati in modo ancora non completamente chiaro ma certamente artificiale. Questo tipo di inflazione non solo è impermeabile ad ogni aumento dei tassi ma è aggravata da quell’aumento che altro non è che un altro elemento di costo che tende ad accrescere tutti i costi e i prezzi.
Terzo: il calcolo della inflazione media europea o nazionale porta a pensare a tutta l’Europa come ad un mercato unico cosa che non è e non può essere se non istituzionalmente; infatti vi sono innumerevoli zone a velocità differenti e inflazioni differenti. Dunque di fronte ad una inflazione che statisticamente si presenta come unitaria si pensa ad un costo del danaro unico: sia dove c’è più inflazione, sia dove ce ne è di meno; in questo modo il tasso prescelto sarà troppo basso per certuni come i tedeschi (che si vedono così ulteriormente rincarare i prezzi) e troppo alto per certi altri come il Sud Italia che invece si vede accrescere le difficoltà aziendali e quindi la deflazione. È come prescrivere la stesa dieta ad un obeso e ad uno magrissimo! La differenziazione dei tassi è l’unico concetto che può rendere efficace l’azione della BCE, permetterle di rispettare il suo Statuto e salvare l’euro. Invece, come visto, è essa -la BCE- la causa dell’inflazione e della deflazione contemporanee!
Quarto: l’inflazione si combatte anche con altri strumenti che stimolano la offerta di beni e servizi anche attraverso aumenti di crediti accordati per scopi produttivi. Non ne parla nessuno!!! andando a penalizzare con l’aumento dei tassi anche l’allargamento delle produzioni e della occupazione. Un altro errore!
Quinto: con la manovra sui tassi l’inflazione da costi non finirà mai (se non abbassando d’autorità e significativamente il prezzo dell’energia, cosa che non accadrà mai o al prezzo di una recessione biblica) mandando progressivamente fuori di ogni sostenibilità tutti i debiti pubblici e privati cominciando da quelli mediterranei. A chi conviene? È questo il compito della BCE?
Sesto: i titoli acquistati dalla BCE sono stati pagati con danari “nuovi”; è regolare che adesso si decida di non rinnovarli alla scadenza e incamerare danari “veri” dagli stati e cioè frutto di tasse e altre brutture simili? Che diritto ha la BCE ha di lucrare su quel trading? Quei soldi che gli stati daranno alla BCE saranno “bruciati” per ridurre il circolante? e se no, che fine faranno? Non vi sono risposte!
Di fronte a tanta insipienza degli “economisti ufficiali” la nostra economia è destinata a soccombere? Certamente si, se non fosse per quella parte di popolazione che contro ogni evidenza e convenienza insiste ad alzarsi presto e produrre tutto quello che serve per la vita di ogni giorno. Quando costoro si saranno stancati non servirà stampare soldi se non per comperare da multinazionali compiacenti farine di insetti e carne sintetica, verdura finta e frutta gonfiata che già cercano di invadere le nostre tavole; naturalmente li compreremo a prezzi stratosferici.
Canio Trione