Istat: trend negativo per le nascite

I dati del nuovo rapporto Istat sulla natalità in Italia non sono confortanti. Nel 2021 i nuovi nati scendono a 400.249 e anche il 2022 si conclude con il trend negativo.

Dal rapporto si evidenzia che il numero medio di figli per donna, per il complesso delle residenti, risale lievemente a 1,25 rispetto al 2020 (1,24) anche se quella delle donne italiane scende a 1,18. Cresce ancora l’età media della donna alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,6 anni nel 2021 (oltre 3 anni in più rispetto al 1995).

A causa del consistente calo dei matrimoni, che è durato fino al 2014 per poi riprendere in modo incostante, si è registrata una diminuzione delle nascite all’interno del matrimonio pari a 240.428, quasi 20mila in meno rispetto al 2020 e 223mila in meno rispetto al 2008.

A questa situazione si aggiunge anche che nel 2020, a causa della pandemia, molte persone hanno rinunciato alle nozze con la conseguenza che il numero dei matrimoni si è dimezzato.

Esaminando il rapporto si nota che c’è una contrazione, da Nord al Centro del paese, nei primi figli rispetto al 2008, testimoniato dalla constatazione che nel 2021 i primi figli sono stati 186.485, il 46,6% del totale dei nati. La fase di calo della natalità avviatasi nel 2008 ha portato quindi a una progressiva contrazione dei primogeniti che sono il 2,9% in meno sul 2020 (-5.657) e il 34,5% in meno sul 2008.

Dal rapporto emerge chiaramente la difficoltà dei giovani a formare una famiglia e a fare figli con la tendenza da parte delle donne a posticipare ad una età più matura l’esperienza fecondativa.

La crisi economica aggravata dalla guerra e dalla crisi energetica dispiegano effetti sociali negativi di qui la necessità di un grande impegno da parte delle istituzioni per attuare politiche che sostengano le giovani coppie a formare famiglia senza avere timore di mettere al mondo figli.

Antonella Cirese