La corsa clandestina natalizia: A Messina, operazione della Polizia

Come ricorda il Rapporto Zoomafia 2022 della LAV, i numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari: nel 2021, anno a cui risale l’ultima rilevazione, sono stati registrati 17 interventi delle forze dell’ordine, 12 corse clandestine denunciate, 130 persone denunciate, 32 cavalli sequestrati. In 24 anni, da quando la LAV ha iniziato a raccogliere i dati per il Rapporto Zoomafia, ovvero dal 1998 al 2021 compreso, sono state denunciate 4169 persone, sequestrati 1384 cavalli e bloccate o denunciate 149 corse e gare clandestine.

Un’ennesima corsa nel periodo delle feste natalizie: la Polizia di Stato, con un Blitz notturno, nei giorni scorsi, ha bloccato una corsa clandestina di cavalli sul viale Giostra di Messina. Maltrattamenti di animali, competizioni non autorizzate e blocco stradale sono i reati per i quali un messinese di 75 anni, uno dei fantini, secondo la Questura con precedenti specifici di abbandono e maltrattamento di animali, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Messina. L’intervento dei poliziotti delle Volanti ha interrotto una gara tra due calessi con il seguito di decine di moto e persone che incitavano con il clacson e urla gli animali.

Uno dei fantini è riuscito a sfuggire, mentre il 75enne è stato scortato fino alla stalla in cui veniva custodito l’animale. All’interno della struttura, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato medicinali ad uso veterinario privi di regolamentare ricetta medica. Il cavallo ed il relativo calesse sono stati sottoposti a sequestro.

Le corse clandestine di cavalli rappresentano una plateale manifestazione di illegalità e di controllo del territorio, e, insieme alle scommesse illegali, accanto al rischio per la incolumità di persone e animali, rappresentano un’evidente ostentazione di potere della criminalità. Si tratta di eventi criminali che coinvolgono decine di persone e che pongono in essere un vero e proprio rito collettivo di esaltazione dell’illegalità che trova ampia risonanza sui Social.

Diverse inchieste degli ultimi anni hanno confermato l’interesse di alcuni sodalizi mafiosi per le corse clandestine di cavalli, in particolare il clan Giostra – (Galli – Tibia) di Messina, i Santapaola di Catania, i Marotta della Campania. A questi vanno aggiunti i Casalesi del Casertano; il clan Spartà e i “Mazzaroti” della provincia di Messina; i Parisi di Bari; i Piacenti – “Ceusi” di Catania; i “Ti Mangiu”, i Condello e gli Stillitano di Reggio Calabria.

Occorre comprendere che questa attività criminale, oltre a sottoporre gli animali coinvolti a maltrattamenti e a condizioni di detenzione esasperate, rappresenta un mezzo di riciclaggio di proventi illegali, di controllo sociale e di dominio territoriale e che per contrastarla devono essere adottate iniziative investigative tipiche del contrasto ai sodalizi criminali. Per fronteggiare le corse clandestine, come da anni chiede la LAV, occorre l’adozione di provvedimenti efficaci e diretti come: 

– controlli, anche di natura fiscale, sulla compravendita dei cavalli “dismessi” dall’ippica ufficiale per prevenire il loro riutilizzo nelle corse clandestine;

– il divieto di circolazione su strada di mezzi trainati da animali; 

– l’inasprimento delle attuali sanzioni penali; 

– l’approvazione di una sanzione penale, sotto forma di delitto, per chi partecipa a qualsiasi titolo, anche in qualità di spettatore, alle corse clandestine;

– il divieto di possedere cavalli, scuderie o attività inerenti all’ippica per i pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine, gioco d’azzardo, associazione per delinquere e reati di mafia, anche attraverso l’adozione di misure di polizia, personali e reali. 

Plauso ai poliziotti della Squadra Volante e il Questore di Messina per l’importante intervento effettuato.

Ciro Troiano