Agroalimentare: sei progetti per contrastare la piaga del caporalato

I numeri sullo sfruttamento del lavoro agroalimentare sono rilevanti e preoccupanti infatti secondo i dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la gestione illegale e le infiltrazioni mafiose nella filiera agroalimentare italiana generano un’economia sommersa di oltre 5 miliardi di euro a questa fotografia si aggiungono le rilevazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), in base a cui  nel 2018 il 74% dei lavoratori irregolari individuati durante le ispezioni era impiegato nel settore agricolo e oltre la metà era costituito da cittadini stranieri.

Una concreta risposta a questa situazione di emergenza viene da Fondazione Con il Sud, ente non profit privato nato dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, che, attraverso un bando pubblico, ha selezionato 6 progetti che finanzierà per contrastare il caporalato nelle regioni del Mezzogiorno.

Si stima che i destinatari di questi progetti siano oltre 6 mila lavoratori nel Sud. I progetti hanno l’obiettivo di creare inclusione e coesione sociale mettendo al centro la persona umana con i suoi diritti e la sua dignità. Obiettivo che si mira a raggiungere grazie “all’ intercettazione” di lavoratori migranti impiegati in condizione di sfruttamento attraverso unità di strada e presidi, anche online. Inoltre sono previsti percorsi di formazione professionale e tirocini per agevolare l’inserimento lavorativo in aziende locali prevalentemente del settore agricolo (produzione viti-vinicola, olearia), ma anche nell’artigianato e nei servizi alla persona.

Le iniziative supporteranno, con percorsi per accompagnare nella fase di start up, le cooperative formate da persone a rischio e favoriranno il diritto all’abitare attraverso ostelli sociali e servizi di intermediazione per affitti.

Altra iniziativa degna di nota è anche la previsione di attività di supporto all’apprendimento scolastico per i bambini e di sostegno alla genitorialità, oltre a iniziative di sensibilizzazione sul tema dello sfruttamento lavorativo e di integrazione attraverso laboratori e attività ricreative.

I progetti coinvolgeranno nel complesso 60 organizzazioni tra cooperative sociali, associazioni, istituzioni locali, università e fondazioni e saranno distribuiti nel seguente modo:

2 in Basilicata, nelle province di Matera e Potenza

1 in Calabria, in provincia di Reggio Calabria

1 in Campania, nelle province di Benevento, Napoli, Caserta e Avellino

1 in Sicilia, in provincia di Caltanissetta

1 progetto interregionale, nelle province di Caserta, Potenza, Siracusa, Trapani e Caltanissetta.

Antonella Cirese