Export manager. La professione del futuro

La crisi economica ha indotto le PMI a dare centralità ai mercati esteri infatti, mai come in questo periodo, è fondamentale il ruolo cruciale che ricopre l’esportazione, a prescindere dalle dimensioni della società.

In questa ottica si inserisce l’export manager, figura professionale strategica per accompagnare le aziende nell’attivazione del processo di internazionalizzazione favorendo l’avviamento, lo sviluppo e la gestione dell’esportazione di beni e servizi.

Il manager esperto di processi di Import/Export e internazionalizzazione (Exim Manager) è una figura professionale che ha il compito di analizzare, selezionare e sviluppare il mercato estero delle imprese, identificando le strategie più efficaci per l’ingresso e il consolidamento della presenza in ambito internazionale dell’organizzazione per cui presta servizio.
Una professione che può essere svolta sia internamente che esternamente all’organizzazione, operando in via continuativa o temporanea (TEM – Temporary Export Manager) e che richiede abilità e conoscenze specifiche, accuratamente descritte dalla nuova norma UNI 11823:2021 in coerenza con l’impianto legislativo e tecnico-normativo di riferimento (vd. “Professioni non regolamentate”).

La norma è stata redatta in collaborazione con AICE/IMIT, CNA Nazionale, Confartigianato, Confcommercio Professioni, Federmanager, RINA, RubiconEX, SACE, UNIEXPORTMANAGER, Weevo srl.

La sfida vincente per le imprese italiane del terzo millennio è intervenire sull’organizzazione aziendale – a questo riguardo è utile segnalare l’accordo di collaborazione, SACE, Unioncamere e Assocamerestero che opereranno insieme per sostenere l’internazionalizzazione delle PMI italiane, puntando sulla messa a sistema dei propri servizi e della propria rete.

Antonella Cirese