I Crimini contro gli uccelli selvatici: uno studio dell’Ispra

Sono almeno 7 le aree in Italia in cui il bracconaggio risulta particolarmente intenso: le Prealpi lombardo-venete, il Delta del Po, le coste pontino-campane, le coste e zone umide pugliesi, la Sardegna meridionale, la Sicilia occidentale e lo Stretto di Messina. A queste zone «calde» (definite «black spot») se ne aggiungono altre dove il bracconaggio è frequente, come la Liguria, la fascia costiera della Toscana, la Romagna, le Marche, il Friuli-Venezia Giulia. Lo rivela un’indagine condotta dall’Ispra (l’ente di ricerca statale sull’ambiente). Nelle Prealpi lombarde (soprattutto a Brescia e a Bergamo) è diffusa la cattura illegale, in autunno, attraverso l’impiego di archetti, trappole, reti e vischio. Analoghe attività, condotte con reti e richiami, sono praticate nelle Prealpi venete e in Friuli.

L’Italia ha una straordinaria ricchezza di biodiversità, sulla quale gravano tuttavia importanti minacce, tra queste la caccia di frodo. Ogni anno, mediamente,  vengono registrati circa 1500 reati con circa 1300 persone denunciate per violazione alla normativa sulla protezione della fauna selvatica (Rapporto Zoomafia 2022, LAV). Alle denunce penali occorre aggiungere le violazioni amministrative che fanno arrivare a circa 7000 gli illeciti accertati annualmente. I reati contro la fauna selvatica rappresentano il 13% circa di tutti i crimini registrati in violazione della normativa sulla tutela penale degli animali.

L’Italia ha anche il triste primato di essere una delle maglie nere del bracconaggio. Si stima che nel nostro Paese ogni anno vengano prelevati illegalmente tra 3.400.000 e 7.800.000 uccelli. A fronte di questa drammatica situazione è necessario dotarsi di strumenti normativi efficaci, non solo da un punto di vista formale ma anche in termini di applicabilità e proporzionalità rispetto al danno provocato dalla condotta illecita.

L’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha pubblicato un documento tecnico dal titolo “I crimini contro gli uccelli selvatici. Approfondimenti tematici per un’efficace azione di contrasto” che ha lo scopo di dare attuazione al Piano d’Azione Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici. Tra gli obiettivi specifici del Piano rientra la formazione dei magistrati per promuovere presso gli stessi “la miglior conoscenza dei reati contro la fauna, con particolare riferimento alle diverse pratiche illegali e alle ripercussioni che esse possono avere sullo stato di conservazione delle specie ornitiche coinvolte”.

Il testo, visionato dal Ministero della Giustizia che ne ha condiviso i contenuti per gli aspetti relativi al quadro normativo, il quadro sanzionatorio e gli orientamenti giurisprudenziali, vanta il contributo dei Carabinieri forestali e di altri esperti, potrà rappresentare uno strumento utile per rafforzare l’azione di contrasto da parte di tutte le istituzioni che hanno il compito di vigilare sul rispetto delle norme a tutela degli uccelli selvatici. Tra i contributi presenti anche un nostro approfondimento su “Bracconaggio e maltrattamento di animali”.

Ciro Troiano