Papa Ratzinger: Sottile conservatore o innovatore di un pensiero post moderno

Benedetto XVI è stato un grandissimo, voleva oltrepassare la modernità con la tradizione e l’ateismo con la fede.

Non si capiranno mai i motivi delle sue dimissioni. Perché non si capirà mai se fosse un sottile conservatore o un innovatore del pensiero post moderno.

Se ci si riferisce alla fragilità caratteriale di questo Papa, in contrapposizione alla grandiosità del suo pensiero, si capisce come il suo fosse un pensiero post moderno. Andare oltre la secolarizzazione (perdita della fede) scavando dentro noi stessi. Intendeva, probabilmente, una forte spiritualità di massa mentre il mondo, oggi, è dominato dalla materialità di massa. Non c’è bisogno di rifondare la chiesa, ma noi stessi, con la circolarità temporale, come ogni era che ha il suo tempo. L’era della secolarizzazione finisce, perché riprendiamo il dominio di noi stessi. E questo Papa voleva essere forse il Papa della linea di confine tra le due ere. Una forte guida spirituale, prima ancora che politica. Unire la fede, con la tradizione, superare tornando quasi alle origini della cristianità, ma il cambiamento deve avvenire prima in noi stessi.

Se si fa caso è un mantra filosofico. Cambiare noi stessi per cambiare il mondo. La rivoluzione spirituale avrebbe potuto rappresentare una forte spinta per una rivoluzione politica.

Ma la massa è più abituata a seguire la moda, non la fede, ne tanto meno la tradizione, poiché la moda è innovativa, va contro entrambe. 

Questo Papa ha lasciato il suo pontificato perché, benché molto avanti con il suo pensiero, era anacronistico per il nostro tempo. Già nel 2005, nel famoso discorso di Ratisbona, ebbe il coraggio di affermare che la scienza e la tecnica sarebbero divenuti i nuovi dogmi.

In merito alla moda, Umberto Galimberti, quasi in sintonia con Ratzinger, la ostracizza e quasi la demonizza. Afferma che svilisce lo spirito e rende l’uomo un prodotto usa e getta, con l’aiuto della tecnica, sopperendo spiritualità e idealismo in favore di un materialismo effimero.

Materialismo che ha investito in pieno il Vaticano odierno. Se si considera che Bergoglio è obbligato ad inseguire l’attuale, ponendo attenzione costante sui flussi delle migrazioni dal Sud del Mondo, oppure è costretto a riaprire il caso Emanuela Orlandi, in tutta fretta, per recuperare terreno, ora che il Papato non è più bicefalo. È il momento opportuno per una sua piena riabilitazione come guida della modernità.

Si potrebbe azzardare che è finita in chiave moderna la nuova contrapposizione tra potere spirituale e potere temporale. Dove stavolta la diatriba era tutta vaticana. Risolta dal tempo che ha consumato un Papa fuori dal nostro tempo. 

Giuseppe Romito

Italia Liberale Popolare

Movimento Lib