Lo Stato c’è

Sembra che tra gli “aiuti” a favore degli alluvionati sia stato inviato un nutrito battaglione di psicologi con l’incarico di sostenere i danneggiati anche da questo punto di vista. Questo contribuirebbe a dimostrare che “lo Stato c’è” parola della Presidente Meloni.

È di assoluta evidenza che la immediatezza, imprevedibilità e gravità dell’evento ha reso necessario almeno per taluni questo intervento ma alcune riflessioni sorgono spontanee. Ci chiediamo ad esempio se Don Camillo che celebrava la messa con l’acqua alla cintola se vivesse oggi sarebbe considerato un supereroe. Oppure alcune componenti delle nostre popolazioni sono divenute psichicamente cagionevoli? Oppure, ancora, non hanno certezze e quindi serve dargliele? Anche se un po’ artificiali? Certamente siamo di fronte ad un sintomo serissimo di un fenomeno molto più ampio di collettiva debolezza -se non patologia- psichica che è la stessa che permette ai partiti di farsi votare anche dopo aver prodotto danni enormi agli stessi elettori. E con uguale certezza dobbiamo dire che se siamo più agiati di un secolo fa, siamo però anche molto più deboli di allora tanto da vanificare i vantaggi (peraltro per alcuni e non per tutti) del benessere materiale acquisito.

Ma l’asserire che “lo Stato c’è” ha dell’allucinante. Significa che qualcuno è convinto del contrario e quindi serve dimostrarlo? O che lo Stato ormai si vede solo per l’aiuto che eroga dopo le calamità? mentre prima pensava solo a riscuotere le tasse per pagare poco efficienti dipendenti pubblici? E se in Emilia e Romagna serve dimostrare che lo Stato c’è come lo dimostriamo in Lucania, Molise, Abruzzo, Daunia, Sicilia, o Calabria dove alcuni giorni fa (il 3 maggio) è crollato per le piogge un ponte “vecchio” di meno di un decennio e che è stato chiuso pochissimo prima del cedimento grazie alla solerzia (che in ogni latitudine dovrebbe essere “normale”) di un locale funzionario ANAS? Solerzia e professionalità “normale” che diviene provvidenziale vista l’importanza dell’arteria. In Calabria hanno scansato la tragedia ma rimarranno senza strada per una eternità; ci sarà un’inchiesta e forse qualcuno sarà ritenuto responsabile; mentre in Emilia risparmiano l’inchiesta e premiano i politici che hanno governato e non hanno previsto per tempo il disastro; mentre le gracilità idrogeologiche rimangono come prima! Ma quanti sono gli Stati che “ci sono”?

Lo Stato c’è quando fa la sua parte! Parte che si fa prima delle calamità per limitarne la gravità; e non dopo piangendo e aiutando i danneggiati! stante che la natura non può essere dominata e quindi certamente può portare sciagure; alle quali non puoi non rispondere con gli aiuti. Ma non aver fatto il proprio dovere prima degli eventi è colpevole e quella gente che ha governato deve avere la decenza di ritirarsi a vita privata per sempre.

A Bari abbiamo evitato l’alluvione perché qualcuno più di un secolo fa ha costruito i canaloni; ma vi sono alcune vie acquee naturali che attraversano il centro abitato sotto le costruzioni e ancora si cementifica facendo finta che quelle vie d’acqua non esistano o che saranno vuote per sempre. Qualcuno ha pensato che esiste questo immenso problema? Sembra di no! Sono omissioni delle recenti amministrazioni che i nostri figli saranno chiamati a pagare. È regolare?

Canio Trione