Crimine e paura

Sul rapporto criminalità reale e percepita, recentemente oggetto di un’indagine dell’Eurispes svolta insieme alla Direzione Centrale della Polizia Criminale, siamo già intervenuti, ma ci preme ritornarvi per approfondire le paure degli italiani in merito alla criminalità.

Ricordiamo che l’indagine è nata nel quadro del Protocollo d’intesa sottoscritto dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale e l’Eurispes, con la finalità di condividere percorsi di studio e di analisi, condurre ricerche ed approfondimenti congiunti sui vari fenomeni criminali, attingendo al rispettivo patrimonio informativo, in uno scambio di dati e informazioni che metta a sistema l’esperienza delle Forze di polizia italiane e la ricerca scientifica.

L’indagine ha anche tentato di fare luce sugli episodi di violenza che si consumano in ambito familiare, chiedendo ai partecipanti al sondaggio se avessero subìto forme di violenza fisica o psicologica in famiglia.

In più di un caso su dieci (11,6%) si registrano umiliazioni e insulti in àmbito familiare; il 5,6% ha subìto minacce, il 4,5% è stato vittima di atti persecutori, il 3,8% di maltrattamenti in famiglia. Più del 3% del campione ha subìto lesioni e percosse, l’1,8% segregazioni in casa, l’1,3% violenze sessuali. Al momento della violenza, 6 vittime su 10 si trovavano tra le mura domestiche, il 13,7% era per strada, il 12% in altro luogo pubblico. L’8% delle vittime ha subìto violenze mentre era sul posto di lavoro, il 5,7% sui mezzi pubblici. La violenza subita nella maggioranza dei casi non si è ripetuta (52,6%), mentre per il 47,4% delle vittime non si è trattato di un caso isolato. Una violenza su tre è avvenuta alla presenza di un minore (33,7%).

Com’è noto, assistere ad atti di violenza è di per sé subire violenza. Scene di aggressioni e maltrattamento lasciano profondi segni nei bambini che assistono, con traumi che possono avere riverberi negativi sulla formazione della loro personalità.

Al campione è stato poi chiesto se qualcuno di loro conoscenza (tra parenti, amici o conoscenti) avesse subìto una violenza fisica o psicologica in àmbito familiare. Trattandosi di una domanda indiretta, le percentuali salgono per tutte le voci: insulti e umiliazioni si sono verificati nel 20,2% dei casi, i maltrattamenti nel 15,4%, minacce nel 14,7% dei casi. Gli intervistati hanno riferito, inoltre, che i propri amici, parenti e conoscenti hanno subìto atti persecutori (12,3% dei casi), percosse (11,3%), lesioni (9%), violenza sessuale (5%), segregazione in casa (4,1%).

Le violenze in àmbito familiare subite da parenti, amici e conoscenti avevano come autore soprattutto l’ex partner (46,5%); il 32,4% aveva come autore il partner stesso, il 21,1% un altro familiare.

Sulla reazione della vittima alle violenze subite, il campione ha riferito che nel 23,6% dei casi la vittima ha chiesto aiuto ad amici, parenti, colleghi; il 17,7% delle vittime si sono difese da sole, il 17,2% non ha fatto nulla. L’11,1% delle vittime ha sporto denuncia presso gli uffici di Polizia o Carabinieri, l’8,4% si è rivolto a un centro antiviolenza, il 7,6% ha chiesto l’intervento del 112, il 4,7% ha contattato il numero di pubblica utilità 1522. Ad oltre un intervistato su 10 è capitato di essere vittima di molestie sessuali (11,4%). Tra coloro che hanno subìto molestie, la larga maggioranza ha ricevuto battute, allusioni insistenti (75,2%). La maggioranza riferisce anche proposte sessuali esplicite (51,3%) e un po’ meno della metà molestie fisiche (43,6%). Meno frequenti, ma estremamente gravi, i casi di aggressione fisica (16,2%) e di ricatto sessuale (15,4%), mentre il 13,7% ha ricevuto foto/video a sfondo sessuale.

Paura e incertezza fanno perdere fiducia nel futuro e aumentare la diffidenza.

Ciro Troiano