Festa della Repubblica. Istituzioni presenti. Cittadini e media assenti

La festa della Repubblica 2023 a Bari (ma è andata così anche in altri comuni) merita una riflessione profonda. Se il successo di un evento pubblico si misura dall’afflusso di cittadini possiamo dire che è un evento fallito.   Se in queste cerimonie contano le dichiarazioni pubbliche degli oratori dobbiamo registrare molta retorica per non dire pochezza e, alle volte, sciatteria.  

Se il numero dei media presenti misura l’importanza dell’evento, quest’anno c’erano pochissimi giornalisti…   Impariamo però da questi fatti pubblici come la società italiana ormai è nettamente divisa tra i rappresentanti delle Istituzioni (più o meno lautamente retribuiti da tutti gli altri cittadini) e gente comune; e possiamo dire che se non sono contrapposti certamente i cittadini sono lontani da questi riti e questi personaggi. Lo scenario che si poteva vedere sul lungomare di Bari rappresenta tutto ciò in modo chiarissimo: da un lato, ben protetti dalle transenne, presenziano i maggiorenti locali, dall’altra parte e fuori dal luogo dedicato alla cerimonia v’erano pochissimi cittadini per i quali i maggiorenti starebbero lavorando e sono retribuiti.  

Folta la presenza di militari quasi fosse la festa delle Forze Armate.  

Ma se la Repubblica è stata una conquista anche per la fine della monarchia piemontese che è stata oggettivamente sanguinaria ed autoritaria (con e senza fascismo) come mai la gente non ne avverte l’importanza e quindi non partecipa? Forse i nostri rappresentanti che hanno preso la parola non rappresentano nulla?  

Parlare di libertà immediatamente dopo il covid è un po’ avventuroso! Per parlare di democrazia con questo sistema elettorale ci vuole una bella faccia tosta! Parlare di solidarietà quando si lavora e vive esclusivamente per pagare tasse, previdenza, banche, energia…ha dell’offensivo! Parlare di valori in un periodo in cui tutto e tutti, persone e politici inclusi, spesso hanno un prezzo, è come parlare di un mondo che non c’è più. Parlare poi di progresso e di sviluppo economico con un debito impossibile da pagare, salari fermi, profitti solo per le multinazionali (“aiutate” magari nelle Zes), inflazione che si ferma solo aumentando i mutui… significa darci dell’imbecille! E della nostra indipendenza che sarà difesa dai nostri militari che è ormai è ampiamente violata da multinazionali e servizi segreti di ogni dove… senza sparare un colpo, ne vogliamo parlare.  

Una specie di immensa bolla di follia avvolge tutto e tutti! Perché quindi la gente dovrebbe sentirsi coinvolta?    Ci auguriamo che chi di dovere si sia accorto dell’abisso che si è aperto tra gente comune ed istituzioni; abisso che ritroviamo nella diserzione delle urne e che non si riempie con le chiacchiere dei media ma con fatti concreti. Che non sembrano in vista.

Canio Trione