Lotta al traffico di stupefacenti, la nuova relazione

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza il 26 giugno, in occasione della giornata mondiale delle Nazioni Unite contro l’abuso e il traffico illecito di droga, ha presentato la Relazione Annuale 2023. Il Report illustra, in sintesi, le attività e i risultati raggiunti nel 2022, in Italia, nella lotta contro il narcotraffico.

Nel 2022, esauriti gli effetti della pandemia, si è rilevata una sostanziale ripresa dei traffici di stupefacenti dai luoghi di produzione, ove erano state stoccate le eccedenze durante il periodo delle misure restrittive per i noti motivi. Le organizzazioni criminali, forti dell’esperienza maturata durante la crisi pandemica, gestiscono i traffici sia utilizzando gli schemi operativi tradizionali, sia con le soluzioni innovative che “sfruttano” la rete internet, i corrieri postali e commerciali e i sistemi di comunicazione criptata.

Il totale complessivo dei sequestri di droga, nel 2022, a livello nazionale ha raggiunto le 75 tonnellate: i dati quantitativi, fatta eccezione per la cocaina, che risulta in costante crescita, rilevano qualche lieve riduzione (frutto di fatti contingenti, connessi a cinque sequestri straordinari, 2 di cocaina e 3 di cannabis, effettuati nell’anno 2021 e che mancano all’appello nel 2022), ma delineano un quadro in continuità con il periodo precedente. Il risultato complessivo, comunque, è il sesto più alto nella serie decennale.

Si può ipotizzare, secondo gli analisti, un cambiamento di strategia da parte delle organizzazioni criminali, che, nell’ultimo anno, avrebbero significativamente e intenzionalmente ridotto l’entità dei singoli carichi di droga spediti, aumentando così il numero delle importazioni di minor “peso”, per ridurre i costi derivanti dalla perdita dello stupefacente, in caso di sequestro. Tale tendenza, tra l’altro, emerge anche nei primi mesi di quest’anno.

Anche nel 2022 si è registrato un ulteriore record nei quantitativi rinvenuti: dopo gli exploit del 2020 e del 2021, rispettivamente con 13,6 e 21,39 tonnellate sequestrate, la cocaina intercettata nel 2022 è arrivata a 26,10 tonnellate (+22%), traguardo assoluto mai raggiunto in precedenza. I quantitativi più ingenti di cocaina, come nel 2021, sono stati sequestrati in frontiera (il 78,28% del totale intercettato a livello nazionale) e, in particolare, nei porti, dove sono state rinvenute 20 tonnellate sulle 26 complessive.

Questi dati rafforzano l’ipotesi secondo cui si stia affermando una nuova rotta mediterranea della cocaina, che, in transito nei porti nazionali, in primis nello scalo di Gioia Tauro (dove è stata intercettata l’80,35% della quantità di cocaina sequestrata alla frontiera marittima, con un’incidenza del 61,73% sul totale nazionale), viene veicolata, da organizzazioni criminali balcaniche, verso i porti del Mar Nero e del Mar Egeo.

Il livello dei sequestri di eroina, pari a 548,08 kg, è sostanzialmente sovrapponibile al risultato dell’anno precedente ed in linea con la media dell’ultimo quadriennio (il dato ha un andamento costante negli ultimi 20 anni, attestato intorno alla mezza tonnellata). Si evidenziano due dati significativi: l’assenza di sequestri di eroina alla frontiera terrestre – punto nazionale di transito della tradizionale rotta balcanica – e l’aumento di sequestri alla frontiera aerea (il 72,41 % del totale) presso alcuni dei principali aeroporti (Malpensa, Fiumicino e Cagliari-Elmas), con provenienza, nella maggior parte dei casi (85,71%), dalla Nigeria, dal Sudafrica, dal Senegal e dal Camerun. Questo dato rappresenta una prima conferma di un’ipotesi investigativa, che vede in alcuni Paesi dell’Africa sud-orientale i punti di transito di una nuova rotta di importazione dell’eroina afghana verso i mercati di consumo europei, la c.d. Southern Route, la rotta del sud, oggetto di studio ed analisi nell’ambito di un importante progetto della DCSA.

In sintesi, per le rotte di importazione di questi stupefacenti, oltre ai tradizionali flussi, emergono le due nuove direttrici: la rotta mediterranea della cocaina proveniente dal Sudamerica, diretta e/o in transito in Italia, con destinazione i porti balcanici, per la successiva distribuzione in Europa centrale, e la rotta del Sud degli oppiacei, dai luoghi di produzione asiatica, che attraversa l’Africa sud-orientale e raggiunge i Paesi europei, principalmente per via aerea.

 

Ciro Troiano