Gli Occidentali: vorrebbero ma non possono

La condizione culturale in cui si nasce e si è educati in Occidente, alias il clima che avvolge sin dai suoi primi vagiti l’individuo con assolutismi astratti e fantasiosi creati dai monoteismi d’importazione mediorientale e dall’idealismo coltivato e affinato in Germania sulle orme delle  farneticazioni “iperuraniche” di Platone (con la nascita gemellare, a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, di fascismo e comunismo, vere piaghe di un’umanità che provocano risse  permanenti), non consente lo sviluppo di un pensiero veramente e profondamente libero.

Ne è prova il fatto che “liberi pensatori” si definiscono i “massoni” e questi, a parte motivazioni di interesse certamente più concrete di escalation economico-sociale, creano fantasiosamente un’entità ugualmente astratta e immaginifica come il “Grande Architetto dell’Universo”.

Questa “creazione”, ugualmente figlia di un’astrazione, rappresenta la versione per così dire laica del Dio dei Cristiani e soprattutto degli Ebrei (di cui la Massoneria costituisce l’ossatura organizzativa per lo sviluppo lucrativo dell’attività creditizia, così come la Chiesa Cattolica lo è per le attività ugualmente redditizie dette di “beneficenza” dei Cristiani).

L’Occidente è una terra di credenti religiosi e di fanatici dell’utopia politica dove “il vorrei ma non posso” degli individui più “coraggiosi” è dato dall’agnosticismo e dal rifiuto di schierarsi politicamente con un partito bene individuato.

Come ai tempi del film “Leoni al sole”, commedia diretta e interpretata dal napoletano Vittorio Caprioli, il protagonista rispondeva seccamente (a chi gli chiedeva se fosse comunista o socialista) di essere “di sinistra e basta” così oggi l’uomo che vuole dimostrare di essere libero risponde “liberale e basta”

Di pavidità in pavidità, il pensiero non libero sta conducendo l’Occidente al suo tramonto.

Si confonde la libertà di esprimere qualsivoglia pensiero (quello dei più efferati criminali è portato, addirittura con enorme successo, alla ribalta dei mass-media, per “ragioni di cassetta”) con il “pensiero libero” da condizionamenti pregiudiziali (religiosi o politici), derivanti dal “dal non pensare e dal credere” o fideistico o fanatico.

Si condannano le autocrazie (russa e asiatica) rifiutando l’idea, ampiamente provata da fatti non contestabili di cronaca, che spie e generali, che si sono attestati al comando reale ed effettivo dei Paesi dell’Occidente, non passano neppure attraverso le elezioni “plebiscitarie” di Mosca e di Pechino.

Ci si compiace della libertà di portare nelle strade inani proteste pauperistiche, ecologiche, animalistiche e striscioni con frasi inutilmente ardimentose, gay-pride con invocazioni di libertà di droga e di sesso, dimentichi che un gioioso tripudio di gozzoviglie ha condotto alla fine ben altre strutture pubbliche dei nostri antenati.

Luigi Mazzella