Cultura ed economia

La cultura è promotrice di economia. E’ quanto emerge dalla 13esima edizione del Rapporto annuale realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere con la collaborazione del Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, insieme a Istituto per il Credito Sportivo, la Fondazione Fitzcarraldo e Fornasetti con il patrocinio del Ministero della Cultura. Il Rapporto evidenzia che il sistema creativo e produttivo culturale del 2022 ha raggiunto un valore di 95,5 miliardi di euro ossia il 5,6% del valore aggiunto italiano, attivando complessivamente 271,9 miliardi di euro.

Un dato positivo confortato dal fatto che in Italia nel 2022 ci sono oltre 275mila imprese culturali e creative e che il bel paese è primo in Europa per numero di imprese cultural-sector.

Da aggiungere anche che l’Italia ha il più alto numero di siti Unesco nel 2022 infatti i siti italiani riconosciuti come patrimonio dell’umanità sono 58.

Il settore cultura offre lavoro a quasi un milione e mezzo di persone (5,8% dell’occupazione) e nello stesso tempo produce ricchezza.

Lombardia e Lazio sono le due regioni che primeggiano nella specializzazione creativa e culturale seguite da Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Toscana.

 Sotto il profilo del valore aggiunto e dell’occupazione dal rapporto si rileva, nonostante le ottime performance della Campania e della Basilicata, un netto divario Nord -Sud sebbene il Mezzogiorno abbia un notevole patrimonio artistico-culturale e sia sede di vari siti Unesco.

Un’analisi che spinge nelle direzione di sostenere il sud nell’organizzazione culturale con investimenti e programmi adeguati.

Antonella Cirese