Tutti gli esseri umani hanno diritto alla felicità

In questi giorni le notizie di vertici e incontri internazionali sui migranti e sull’Africa si rincorrono sulla stampa. Si pianificano strategie più o meno credibili ed efficaci su aiuti agli Stati africani e sui piani per prevenire il flusso migratorio, ma ci si dimentica che finché non cesseranno le politiche economiche neocoloniali dei Paesi occidentali la questione resterà drammaticamente aperta.

I dati globali indicano che le organizzazioni criminali hanno profitti tra i 4,7-6 miliardi di euro ogni anno dallo sfruttamento del traffico illegale dei migranti. Il costo sostenuto per ogni individuo vittima di traffico generalmente può raggiungere i 20mila euro.

Chi frequenta i Paesi africani sa che spesso sono le piccole realtà quelle che ottengono risultati concreti e reali.

“Tutti gli esseri umani hanno diritto alla felicità”: questo lo slogan degli operatori e dei volontari della “Donnino’s Family School”, la prima scuola – comunità privata professionale dedicata ai bambini disabili di Zanzibar e del suo arcipelago. Il progetto “zanzibarHelp odv” nasce nel 2020 per dare voce ai molti bambini disabili che fino ad oggi non hanno avuto diritto all’istruzione e alla loro felicità. I bambini disabili, in certe realtà, sono considerati gli ultimi degli ultimi. Il progetto “Donnino’s Family School” mira a seguirli e a far fronte alle loro esigenze attraverso molte attività e a provvedere alla loro cura, stimolando la loro autostima, facendoli approdare a pieno diritto nel mondo sociale, culturale e lavorativo di Zanzibar.

Alcuni degli ex ospiti della scuola ora lavorano nell’organizzazione con ruoli di responsabilità. Altri ragazzi e ragazze vengono accompagnati al mondo dell’inserimento sociale, lavorativo e scolastico.

Ho avuto modo di vivere e di vedere di persona la bella atmosfera e il lavoro svolto dai responsabili. Sommerso da abbracci e sorrisi di bambini, ragazzi e giovani adulti.

La Donnino’s Family School, operativa da tempo, si sta ampliando ed è in fase di costruzione di un complesso progetto architettonico ecosostenibile con aule, clinica multimedica e fisioterapica, dormitori modulari e grandi orti per autosostentamento.

L’anima del progetto è Marco Pugliese, “Piemontese di Torino”, come ci tiene a sottolineare, che da anni si è trasferito a Zanzibar e che conosce la realtà locale come pochi. Pugliese sarà nel mese di settembre in Italia per una serie di incontri finalizzati a far conoscere il progetto e a raccogliere fondi. Già, i fondi… Ma come si mantiene una simile realtà? Solo con contributi di privati. Prima di tutti amici, parenti e conoscenti, poi il più vasto pubblico. Non ci sono fondi statali o simili per queste attività. Eppure lo slogan “Aiutiamoli a casa loro” è di moda.

Sì, sappiamo che le richieste di contributi sono sempre fastidiose e vengono guardate con sospetto. Infatti, non le facciamo. Ma se qualcuno vuole approfondire questi sono i link: https://zanzibarhelp.com/ , https://www.facebook.com/zanzibarhelpODV .  

Ciro Troiano