Tutti uguali?

Una volta erano i padroni ad essere detestati e combattuti. Adesso ogni forma di possibile autorità è divenuta nemica della sinistra (ma anche di una certa destra) rimasta orfana della lotta di classe. Così dopo aver messo nel mirino la monarchia e la nobiltà, il padrone e il cattedratico-barone, i preti e la polizia, adesso è il turno del padre di famiglia ritenuto troppo autoritario per essere coerente ad una società di eguali. L’ideale per loro è il genitore 1 e genitore 2; il figlio 1 e il figlio 2; e basta. Da sempre queste battaglie come quelle per gli Lgbt (o come vorrebbero che li chiamassimo) si sono fatte per distrarre l’opinione pubblica da nefandezze ancora peggiori; questa volta non sappiamo se muovere la piazza serve a nascondere qualcosa di altro oltre il fatto di non avere nulla da dire e quindi di cercare un modo per darsi una identità ormai persa con l’abbandono della lotta di classe.

Il senso di tutto questo è che dobbiamo essere tutti uguali e tutti poveri, possibilmente tutti ugualmente ignoranti e tutti ugualmente dipendenti dalle elemosine di stato. Anche il bilancio pubblico deve essere ugualmente scassato per non differire da quelli privati e per non offrire a nessun futuro capo di governo i mezzi per fare qualcosa di buono. Ovviamente anche la proprietà privata va ridimensionata sempre più perché esistono persone che insistono nel detenere ricchezze che li rendono più forti di altri e comunque diversi e cioè l’inverso di quello che vorrebbero i sinistri. E così giù duri a perseguitare presunti evasori di imposte ingiuste ed esosissime da pagare con procedimenti stellari ed irti di trabocchetti. Oppure rastrellano miliardi facendo fallire le banche e lasciando i risparmiatori -rei di avere lavorato e risparmiato una vita- senza “gli occhi per piangere” come si dice dalle nostre parti. E se qualcuno si dovesse ostinare ancora a detenere una qualunque forma di ricchezza e quantità di moneta è pronto il progetto di abolire tout court la esistenza stessa della moneta in modo da costringere la gente a pagare trasferendo i crediti verso le banche e non certo la propria moneta che non potranno più vedere; in modo che tutti i soldi esistenti rimangano nei forzieri delle amiche banche che non li restituiranno mai.

Quanto tempo serve per realizzare tali disegni? non conta perché mentre noi, gente comune, abbiamo un orizzonte temporale lungo una vita loro hanno dimostrato di continuare anche molto oltre la durata di una generazione; hanno una idea di vita e di società che pur dopo i fallimenti come quello sovietico, continuano a perseguire e non si fermano ma continuano imperterriti sotto le più diverse forme. Dopo il fallimento macroscopico del serpente monetario, per esempio, non hanno fermato l’idea di unificare le monete europee ma hanno accelerato e approfondito le loro politiche incuranti del certissimo disastro che si sarebbe realizzato e che si è realizzato nelle aree più periferiche d’Europa. Dopo il grande crollo del 2008-2009, altro esempio, non hanno voluto capire che la finanza-roulette andava abbandonata ma si è insistito stampando moneta e distribuendola alle finanziarie e banche di fatto in bancarotta perchè erano proprietarie di carta divenuta invendibile. L’aumento dei tassi di interesse, altro esempio ancora delle politiche sinistre, voluto per contrastare l’inflazione determinata dalla inondazione di nuova moneta virtuale si scarica interamente sulle imprese e famiglie deboli perché prive di mezzi finanziari propri e non ottiene il risultato voluto. Tutto questo produce e non può non produrre un debito pubblico ampiamente al di sopra di ogni possibilità di pagamento e si persevera bellamente a spendere e spandere senza porre mente all’unica politica possibile e cioè ad aumentare il Pil reale premiando gli imprenditori e non perseguitandoli e introducendo un altro tipo di titolo di stato. Che dire dell’andamento della natalità che è la vera misura del fallimento totale di ogni politica semplicemente perché è venuta meno nelle persone in età fertile ogni fiducia nel futuro e in se stessi? Intere generazioni che hanno perso l’idea dell’ardimento per abbracciare quella della codardia e della viltà per via della precarietà che come l’acqua è penetrata in ogni piccolo anfratto della vita economica e sociale! È precario il lavoratore, il risparmiatore, il grande manager, il politico, il proprietario terriero, tutti indistintamente non sanno se alla fine della giornata o del mese le cose non saranno profondamente diverse e peggiori di oggi.

Senza voler parlare delle guerre che si finanziano a cuor leggero senza neanche tentare un componimento bonario delle questioni.

Non ne indovinano una e insistono in un disegno che è evidentemente fallito fin dal momento della sua nascita ed insistono in questa perversa politica senza che la gente per bene riesca a dire la sua semplicemente perché rimaniamo tutti sgomenti della apparente follia di tali governanti e dalla ancor maggiore follia dei media che li sostengono.

Questo è il disegno delle sinistre (ma anche di certe destre stataliste) che tutti conosciamo e che non riscuote da decenni il consenso minimo per esistere; ma quello che fa specie è la posizione dei cittadini che sono le vittime dirette di questa propaganda. È mai possibile che la gente comune non si muova per ipotizzare e costruire un futuro diverso e coerente con la sua cultura? È possibile mai che si assista supinamente alla asserzione di pseudo verità folli senza che nessuno alzi un dito per dire la sua? È mai possibile che si asserisca ingenuamente di affidare alla scuola popolata -da decenni- da impiegati incapaci niente meno che il compito delicatissimo di insegnare (o plagiare?) ai giovani il comportamento da tenere in famiglia? E la Chiesa dov’è? Loro sanno bene da dove viene e dove va questa stranezza politica e sanno anche come dovrebbe essere impostata la vita nelle microsocietà come le famiglie e nelle macro società come le aziende e le nazioni; che si attende?

Canio Trione