Sud svegliati. Le pagelle alle nostre città

Nei giorni scorsi alcuni buontemponi giornalisti di una testata del nord Italia hanno pubblicato una classifica della vivibilità delle città e province italiane. Al primo posto è arrivata Udine. Ho chiesto ad un amico di Positano cosa ne pensasse e lui è letteralmente trasecolato dicendo, simpaticamente, che avendo vissuto alcune settimane in Friuli e a Udine l’ha trovata triste come un “camposanto di un paesino pugliese”. Ma tra le città in vetta alla classifica troviamo anche Bergamo che, mi diceva un tassista bergamasco ai cui servigi ero ricorso una sera verso le ventidue, ormai è stata disertata pure dalle signorine che alle volte vivacizzano di sera i marciapiedi per  risollevare il morale agli uomini che si sentono un po’ soli.  

È inutile dire che le ultime sono meridionali.  

Fuor di sarcasmo queste classifiche fatte per far parlare di quei giornaloni che nessuno compera più, svelano un mondo di sedicenti intellettuali che vorrebbe misurare in numeri la felicità, la vivibilità, magari anche la simpatia e l’amore; facendo finta che Milano (o Roma…) sia una città sola e non una congerie di comunità peraltro fisicamente lontane e diverse tra loro ben più di quanto Bologna sia lontana e diversa da Modena senza che nessuno si sia mai sognato di dire che Modena e Bologna hanno un nome ed una identità sola. Quindi fare una sintesi tra zona navigli, Brera e Quarto Oggiaro mi sembra quanto meno azzardato come è azzardato paragonare una città ad un’altra per farne una classifica. Una “Classifica” implica una “competizione” che è esattamente l’inverso della collaborazione che dovrebbe regnare in una nazione unitaria. Inoltre per poter stilare una classifica servono dei criteri di valutazione supponendo che abbiano la stessa validità ovunque (cosa che non può essere), e un modo unitario (anche questo impossibile) per quantificarli riducendo in numeri delle sensazioni e degli umori come se fossero misurabili e paragonabili. Infine si pone a confronto chi ha avuto a tempo debito più infrastrutture e chi ne ha avute meno; chi ha beneficiato per decenni di tassi di interesse inferiori e chi ne ha pagati di altissimi; chi è stato deprivato del sistema bancario e coloro che se ne sono appropriati; chi ha il petrolio ma lo deve dare a quegli altri; chi aveva i giovani e li ha inviati ad arricchire altri; chi aveva un paesaggio e lo ha sacrificato per dare energia agli altri. Ma v’è di peggio: se è vero che esistono due Italie come tutti sanno, che significato ha metterle a confronto se non per oltraggiare chi è stato già oltraggiato dalla politica e dalle istituzioni unitarie? chi ha detto che il sud ha piacere ad essere valutato da costoro? Come si permettono di dare punteggi a go go? Cosa credono di essere? i primi della classe che possono dare premi e voti? Facciano la loro classifica per le loro città mentre noi ci facciamo la nostra ben distinta dalla loro con i nostri parametri.

Proveremo a misurare la bellezza del sole e la mitezza delle popolazioni, la incredibile varietà e ricchezza del cibo e la serenità del vivere, l’assenza delle tecnologie e la maestosità del mare, lo stupefacente fascino dei templi greci e la meraviglia degli scavi archeologici, il fascino di città antichissime e la suggestione di calpestare le stesse strade percorse da imperatori romani e filosofi greci; la dolcezza delle nostre canzoni e l’arguzia dei nostri letterati; ecc. ma mai ci verrà in mente di paragonarci ad altri semplicemente perché non siamo paragonabili a nessuno.  

Naturalmente non crediamo che gli estensori di questa classifica abbiano coscienza di tutto ciò; hanno fatto quello che altri gli hanno commissionato e pagato. Altri che a loro volta avevano ben poca coscienza di quanto stavano facendo.  

Quando si parla di premi il pensiero va a quei giudici che ancora più a nord hanno dato nientemeno che il Nobel per la Pace a certi personaggi come Kissinger e Obama e tanti altri! E non commentiamo. Sud svegliati. Il mondo non può continuare ad essere affidato a costoro.

Canio Trione