Censis: italiani popolo di “sonnambuli”

Il 57° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese scatta la fotografia di un’Italia sonnambula che di fronte ai rischi che incombono ha un atteggiamento disarmante e preferisce “ignorare”.

In base ai dati il fenomeno del sonnambulismo ha contagiato sia le classi dirigenti ma anche la comunità infatti il 56,0% ha la convinzione di contare poco nella società e il 65,3% dei giovani si sente insicuro e impotente innanzi ai presagi funesti quali clima impazzito, la pressione di flussi migratori sempre più intensi, il colossale debito pubblico, la paura di un conflitto mondiale che coinvolgerà anche l’Italia e la paura che negli anni a venire non ci sarà un numero sufficiente di lavoratori per pagare le pensioni. Inoltre l’80,1% (l’84,1% tra i giovani) è convinto che l’Italia sia irrimediabilmente in declino.

Di fronte a tale situazione gli italiani riscoprono la centralità del proprio benessere psicofisico e rispetto al passato, l’81,0% dedica più tempo ed attenzione alla gestione dello stress e alla cura delle relazioni e l’87,3% degli occupati non rifiuta il lavoro ma  considera un errore mettere al centro della vita il lavoro.

Un’Italia che mette un velo ai rischi economici, sociali, ambientali presagiti ma che, seppur rassegnata, è attiva e attenta nel riconoscere e sostenere i nuovi diritti civili: diritto all’eutanasia, matrimonio egualitario tra omosessuali, adozione di figli da parte dei single, adozioni da parte di genitori dello stesso sesso, riconoscimento dello ius soli e ius culturae.

Il rapport Censis rileva un Italia sonnambula ma che con misure politiche adeguate e una buon utilizzo del PNRR ha tutte le potenzialità per realizzare un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la comunità.

Antonella Cirese