Il controllo e la gestione della opinione pubblica

Voi credete di essere gli unici produttori, e quindi titolari, del vostro pensiero? Voi credete di essere gli unici gestori del vostro pensiero? Voi credete di essere liberi nel formulare il vostro pensiero? Attenti, ragionateci su, perché?

Perché, forse, quello che voi credete del vostro pensare è la primissima e pericolosa fake news di cui siete schiavetti inconsapevoli.

Infatti, bisogna sapere che ci sono tecniche raffinate di comunicazione orientate alla sensibilizzazione, fino al plagio, della opinione pubblica.

Quale è il segreto per difendersi? Il segreto è individuare, e applicare alla comunicazione di cui siamo il bersaglio, quei fattori essenziali che fanno diventare la società civile come un tappetino erboso, tutto monotonamente uguale, che può essere calpestato a piacimento e confortabilmente, da chi decide di camminarci sopra.

E dovete stare molto attenti proprio perché voi credete di essere immuni. Perbacco. Ci si potrebbe chiedere: “E’ veramente possibile che qualcuno disponga di armi così potenti?”.

Non c’è dubbio. Tutti i sistemi complessi si reggono su pochissimi presupposti, tutto sommato semplici quando si conoscono, ma difficilissimi da scovare.

Di esempi che ne sono a bizzeffe: ad esempio, tutte le formule della fisica descrivono, con grande sintesi, fenomeni complessi a prima vita incomprensibili.

La società civile è complessa; ma ha anch’essa dei presupposti. Allora, ci vuole uno scienziato per scovare questi presupposti e farne tesoro!

La letteratura è ricca di queste tematiche ma, per fortuna abbiamo uno scienziato pazzo che ne ha elaborato una sintesi.

Questo scienziato pazzo è un certo Avram Noam Chomsky, linguista, filosofo, teorico della psicologia di massa e della comunicazione; e intellettuale, critico della cultura della società occidentale, studioso della natura del potere e professore emerito al prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology).

Ecco le sue formule per la comunicazione, controllo e manipolazione della pubblica opinione.

1. La strategia della distrazione.

Indirizzare l’attenzione su fatti di nessuna importanza e senza sbocco. Si usa la tecnica del diluvio, permanente e pervasivo, di informazioni tipiche dello “spiare dal buco della serratura”, insignificanti e di dettaglio. L’obiettivo è creare fazioni di partigianeria discriminatoria e conflittuale.

Un esempio lo abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi: “tu sei fascista o antifascista? E se sei antifascista, perché non lo dici?”.Di questo fattore di distrazione, la opinione pubblica non si è ancora stancata.

La strategia della distrazione è indispensabile per mantenere la concentrazione dell’opinione pubblica su temi lontani dai veri problemi socioeconomici e politici.

2. Creare un falso problema, o aggravare uno semplice, avendo già in tasca la soluzione.

E’ evidente come la tensione e il panico creati pretendano l’intervento salvifico; e quando questo arriva, ecco che il “benefattore” viene beatificato.

3. Operare con gradualità per raggiungere un inconfessabile obiettivo finale, che sarebbe totalmente e decisamente rifiutato da tutti.

Si opera a piccoli passi all’apparenza innocenti e poco rilevanti. E’ chiaro come l’opinione pubblica, distratta, non riconosca la insidiosità del percorso e la pericolosità dell’obiettivo.

4. Differire l’applicazione di misure dolorose e di costrizione. Queste si presentano come urgenti e necessarie, ma si deliberano subito. Deliberiamo a Settembre, ma l’applichiamo l’anno prossimo, a Gennaio.

Ciò crea la sensazione di un pericolo scampato: evviva.

5. Trattare l’opinione pubblica come un bambino da aiutare.

Ciò crea un senso di gratitudine verso chi si atteggia in maniera paternalistica e curiale, con toni affettuosi e compiacenti. Che brava persona! Nasce la sensazione di affidabilità e fiducia.

6. Parlare alle emozioni e non alla ragione. Sembra assodato che la “pancia” è il ventre molle di ciascuno. Il virus penetra più agevolmente, senza opposizione dal sistema immunitario. Gli atteggiamenti “buonisti” sono efficacissimi perché coinvolgono e attivano sentimenti di pietà, carità, solidarietà.

7. Promuovere stati di ignoranza e di mediocrità. Il che produce il blocco della razionalità e della diffidenza, cancellando ogni termine di paragone e impedendo la comprensione degli obiettivi reali. Ciò genera, come effetto gravissimo, la convinzione che lo stato di ignoranza e di mediocrità sia una condizione normale e, perciò, socialmente lecita. Il risultato è che si spegne, così, ogni ambizione di vita. Non è, forse, quello che accade ai nostri giovani?

Ma, ancora di più, si rafforzare una auto colpevolezza degenerativa che creauno stato depressivo che, a sua volta, inibisce le energie di reazione. 

Non è quello che accade quando ci dicono che siamo i peggiori in Europa e nel mondo e gli altri, chiunque, sono migliori? Esterofilia dilagante che dissacra la nostra civiltà. Ecco, che abbiamo imparato anche noi ad essere esterofili.

Si alimenta così il “mercato delle vacche” a disposizione delle élite dominanti che spadroneggiano in uno scenario dove è diffuso il culto della personalità. Qualunque cosa dica il nostro preferito è sacra e, allora, ci si abbandona acriticamente a dispetto della razionalità.  

Queste descritte sono le tecniche, che ora sembrano ovvie, per il controllo e la gestione della opinione pubblica e dei singoli individui. Badate che l’effetto è che si spengono gli entusiasmi, le ambizioni, la voglia di fare, la crescita.

Ora, però, che ne siamo informati, impariamo a riconoscere queste tecniche per difenderci, reagire e, infine, per porre le basi per la nostra prosperità. Non è uno sforzo da prendere alla leggera.

Si abbia la consapevolezza che nessuno ci può aiutare in questo sforzo: tutto dipende da ciascuno di noi. Ma noi non siamo zombi. Come si dice nei serial statunitensi: “ce la possiamo fare”.

Antonio Vox