Maltrattamento di animali in Veneto: situazione per nulla Serenissima

Si sarebbe presentato diverse volte al canile pretendendo che gli venissero consegnati due molossi che gli erano stati sequestrati nel 2011 nel corso di un’inchiesta dei carabinieri sui combattimenti tra animali. È successo nel Trevigiano. Secondo la versione degli operatori del canile, l’uomo li avrebbe minacciati e avrebbe inveito contro di loro. Addirittura, avrebbe bloccato l’uscita con l’auto, tanto che i volontari, sentendosi in pericolo, avrebbero chiamato i Carabinieri. Al di là delle eventuali responsabilità legali e dei fatti, tutti ancora da accertare, questa notizia si innesta benissimo nel quadro dei dati sul maltrattamento di animali in Veneto.

La mattina di mercoledì 13 dicembre, si è tenuta a Venezia la conferenza di presentazione dei dati del Rapporto Zoomafia 2023 relativi al Veneto, organizzata dalla LAV di Venezia con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto.

Negli anni scorsi in Veneto sono stati registrati reati contro gli animali davvero preoccupanti come i combattimenti tra animali. Non vanno sottovalutati neanche il traffico di cuccioli o il bracconaggio organizzato che vede nel Veneto due “blackspot”, ovvero zone dove il fenomeno è particolarmente allarmante: le Prealpi e il delta del Po. Corollario di questi crimini di caccia sono il traffico di fauna selvatica catturata illegalmente e inanellata con falsi sigilli e la vendita clandestina di fauna morta destinata alla vendita a scopo alimentare.

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni i dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2022, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali.  

Per il Veneto hanno risposto tutte e 7 le Procure ordinarie, ma non ha risposto la Procura per i minorenni di Venezia. Questo il quadro, in dettaglio:

Belluno: in totale nel 2022 sono stati registrati 36 procedimenti con 11 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -10%, passando da 40 a 36, e il numero degli indagati del -26,66%, passando da 15 a 11. 

Padova: in totale nel 2022 sono stati registrati 110 procedimenti con 43 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -12,70%, passando da 126 a 110, e il numero degli indagati del -4,44%, passando da 45 a 43.

         Rovigo: in totale nel 2022 sono stati registrati 43 procedimenti con 21 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -42,66%, passando da 75 a 43, e il numero degli indagati del -46,15%, passando da 39 a 21. 

Treviso: in totale nel 2022 sono stati registrati 123 procedimenti con 42 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -13,99%, passando da 143 a 123, mentre il numero degli indagati del -16%, passando da 50 a 42. 

Venezia: in totale nel 2022 sono stati registrati 59 procedimenti con 40 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -37,23%, passando da 94 a 59, mentre il numero degli indagati del -25,93%, passando da 54 a 40. 

Verona: in totale nel 2022 sono stati registrati 182 procedimenti con 81 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -22,88%, passando da 236 a 182, e il numero degli indagati del -36,22%, passando da 127 a 81. 

Vicenza: in totale nel 2022 sono stati registrati 120 procedimenti con 92 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -40,30%, passando da 201 a 120, e il numero degli indagati del -35,66%, passando da 143 a 92. 

Nel complesso, nel 2022 sono stati registrati presso le Procure ordinarie 673 procedimenti (circa il 7,46% di quelli nazionali), con un tasso di 13,71 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 330 indagati (circa il 7,09% di quelli nazionali), con un tasso di 6,72 indagati ogni 100.000 abitanti.

Nell’intera regione, rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti del -26,45%, passando da 915 a 673, mentre il numero degli indagati del -30,23%, passando da 473 a 330. 

«La diminuzione dei procedimenti riteniamo che in realtà non corrisponda ad un’effettiva diminuzione dei crimini contro gli animali, ma che indichi solo un calo delle denunce e dei fatti accertati. I dati analizzati ci restituiscono una situazione per nulla positiva e sono relativi a tutti i reati a danno di animali e non solo a quelli attribuibili ad organizzazioni criminali. Anzi, proprio le forme comuni di maltrattamento di animali rappresentano la maggioranza dei casi e non devono essere sottovalutate: la violenza a danno di animali è sempre grave, anche quella perpetrata nella quotidianità da parte di singoli», ha dichiarato Carlotta Sedona, responsabile della LAV di Venezia.

La LAV chiede ai deputati e alle deputate della Commissione Giustizia della Camera che stanno esaminando le proposte di Legge su Codice penale e reati contro gli animali la modifica della normativa contro il maltrattamento di animali. In effetti, sono necessarie pene più severe e ci deve essere certezza della pena con l’esclusione, ad esempio, di possibilità come la messa alla prova per l’estinzione di reati in danno agli animali.

Ciro Troiano