Parco del Cilento: nozze d’Argento con l’Unesco

Il parco del Cilento insieme alle aree archeologiche di Paestum e Velia e la Certosa di Padula festeggia i 25 anni della iscrizione nella Lista Unesco che coincidono anche con i venticinque anni della Bmta (Borsa mediterranea del turismo archeologico).

Il parco del Cilento è incluso nel patrimonio dell’Unesco perchè unisce mirabilmente mare e montagna grazie alla sua posizione nel centro del Mediterraneo da sempre crocevia di incontro tra storie, culture, tradizioni e genti diverse e ponte tra oriente e occidente. E’un territorio che si estende per oltre 181 ettari dalla costa tirrenica, con le due aree marine protette di “Santa Maria di Castellabate” e della” Costa degli Infreschi e della Masseria”, fino ai piedi dell’Appennino campano e lucano comprendendo le vette dei monti Alburni, Gelbison, i contrafforti costieri del monte Bulgheria e del monte Stella che è la vetta più alta della Campania del monte Cervati.

Il paesaggio del parco, che è il secondo parco protetto più grande d’Italia, è molto variegato passando dalle colline al mare alle montagne calcaree ed è custode di resti archeologici che testimoniano la presenza dell’uomo primitivo, della cultura greca con i tempi dorici, della civiltà contadina con i tratturi e di varie epoche storiche succedutesi nel tempo di cui sono prova i castelli e la Certosa di Padula.

Un parco che è anche custode di una flora che vanta 1800 le specie vegetali e di una fauna ricca di specie animali grazie alla molteplice varietà degli ambienti che si trovano nel territorio.

 Il futuro del parco prevede, a cura dell’Ente Parco, un’ulteriore valorizzazione del Cilento attraverso la promozione di una mobilità lenta verso i siti minori.

Antonella Cirese