Il passato essenziale per confrontarci con il nostro tempo

Israele è sempre prolifero di scoperte archeologiche. Il giorno prima dell’inizio delle festività di Hanukkah, Festa delle luci, quando gli ebrei di tutto il mondo ricordano la storia della rivolta dei Maccabei contro i Seleucidi e del miracolo dell’olio, in Israele, un team di archeologi dell’Autorità Israeliana per le Antichità e dell’Università di Tel-Aviv ha scoperto delle piastrelle (datate al II secolo a.e.v.) nel Parco Nazionale della Città di David, che circonda le mura della Città Vecchia di Gerusalemme.

Il significato storico delle piastrelle deriva dal loro stile ceramico, che fu probabilmente portato in Israele dai rappresentanti del re greco seleucide Antioco IV, il sovrano della storia di Hanukkah. La storia di Hanukkah racconta del miracolo avvenuto in occasione della liberazione del Tempio di Gerusalemme: per illuminare la menorah era disponibile olio solo per un giorno, ma quel poco olio durò per tutti gli otto giorni dei festeggiamenti.

Altra scoperta: centinaia di pietre da fionda, utilizzate come armi da guerra e risalenti a circa 7200 anni fa, sono state scoperte in Israele. La datazione è quella del periodo del Calcolitico antico (5800-4500). La scoperta, ad opera di un gruppo di archeologi dell’Israel Antiquites Authority (IAA), costituisce la prima prova di produzione su larga scala di armi da guerra nell’area del Levante meridionale. I ricercatori hanno scoperto che le pietre erano quasi identiche per dimensioni, forma e composizione, indicando che erano state prodotte in serie in modo organizzato, quasi certamente per motivi di guerra. Secondo gli archeologi, i sassi, che dovevano essere lanciati con una fionda, sono levigati, con una specifica forma aerodinamica che consente una proiezione precisa ed efficace.

Lo studio ha esaminato centinaia di pietre da fionda trovate in due grandi siti preistorici in Israele: Ein Zippori nella bassa Galilea e Ein Esur nella pianura settentrionale di Sharon.

Il passato ci restituisce continui e imperituri motivi di riflessione e di prospettive con cui guardare il presente, essenziali per confrontarci con il nostro tempo.

Ciro Troiano