In Italia il Parlamento c’è

Gli euroentusiasti, alla vigilia, scommettevano sui loro bambini che gli irriducibili della lega fossero pochi e isolati. E quindi il Mes, meccanismo europeo di stabilità, sarebbe passato o, al più, rimandato.

Invece in un attimo di orgoglio scopriamo che il Parlamento in Italia c’è. Si scopre che financo i pentastellati pensano con la propria testa ed agiscono di conseguenza.

Gli euroscettici esultano per la vittoria. Nello stesso tempo il mainstream dal canto suo sta preparandosi a cambiare qualche virgola e a riproporre la stessa cosa per giorni.

Hanno torto marcio entrambi.

I contestatori della proposta europea hanno una loro idea da proporre? Il gravissimo fatto del Banco di Napoli e della Popolare di Bari (uniti all’immenso numero di banche meridionali volatilizzate negli ultimi decenni) impone la creazione di un fondo di diritto privato (e quindi non autoritario come previsto dal mes), che permetta il finanziamento del futuro sistema bancario meridionale ed euromediterraneo? Esiste una idea del genere? Solo una proposta può dare futuro al “no” espresso convintamente dal Parlamento italiano. Quindi i vittoriosi di oggi per avere un futuro devono sapere almeno quello che vogliono per il nostro domani finanziario.

D’altra parte l’idea di reiterare le proposte antisovraniste fino allo sfinimento degli euroscettici è o non è antidemocratica? Lo sanno a Bruxelles che anche l’ultimo degli homeless lo capisce? L’idea di una Europa con due superpotenze centrali e un nugolo di staterelli satelliti è o non è l’idea hitleriana del Lebensraum o napoleonica della Francia che doveva ispirare e governare il resto del continente? Lo sanno a Bruxelles che entrambe le idee sono fallite miseramente?

Questo momento può essere il punto di partenza per l’intero mediterraneo di darsi una propria strategia finanziaria e politica che l’Italia dovrebbe pensare e proporre. Lo farà?

Canio Trione