L’impresa italiana è familiare

La rilevazione multiscopo, parte del censimento permanente delle imprese dell’Istat, rivela che nel nostro Paese le imprese sono familiari ed in particolare sono numerose nel commercio (84,4%), nell’alloggio e ristorazione (87,3%).

Altro dato rilevante riguardante il 2022 è che continua ad affermarsi la tendenza del controllo delle imprese da parte dell’imprenditore o di un membro della famiglia proprietaria infatti sono circa 820 mila unità le imprese gestite in questo modo e si evidenzia che tale organizzazione è molto diffusa tra le microimprese (83,3% dei casi) e meno tra le piccole (74,5%), le medie (58,8%) e le grandi (41,6%).

Il rapporto rileva che nel caso di imprese medie (10,4% delle unità considerate) e grandi dimensioni (21,3%) è consuetudine nominare un manager interno o esterno alle impresa.

Entrando nel dettaglio si nota una lieve flessione del numero di microimprese (con 3-9 addetti) e la relativa occupazione mentre le piccole imprese (con 10-49 addetti) registrano un leggero aumento (+3mila unità in valore assoluto tra il 2011 e il 2021), ma diminuisce il loro peso occupazionale (26,4% nel 2011, 26,1% nel 2018, 25,7% nel 2021), aumenta invece il peso occupazionale delle imprese di medie (50-249 addetti) e grandi (con 250 e più addetti).

Dati che evidenziano come le imprese italiane siano ancorate alle famiglie e pur diminuendo di numero aumentano il valore aggiunto e il numero degli addetti.

Antonella Cirese