10 regole per vivere sereni dal 2024

1)      Quando si vive in un ambiente sociale (lavoro, scuola, sport) la prima regola per essere apprezzati da tutti (ed essere felici) è di non parlare mai male (facendo anche i nomi) di qualcuno che siamo costretti a frequentare; se si parla male con qualcuno, quello molto probabilmente lo riferirà alla persona interessata e si finirà per litigare. Non solo, parlare male di qualcuno ci mette in cattiva luce: nessuno sa mai trattenere un pettegolezzo e lo riferirà, non fosse altro che per mettere in cattiva luce chi lo ha detto. Conclusione: mai spettegolare: se si ha da dire proprio qualcosa, meglio con il diretto interessato, almeno apprezzerà la lealtà.

2)      Mai – e dico mai – rispondere o passare alle vie di fatto prima di aver contato sino a 100: l’ira e l’irruenza sono cattive consigliere: passare alle vie di fatto non è mai una buona idea, soprattutto quando le parole possono essere fraintese. Occorre avere sangue freddo e coraggio e voltarsi di spalle innanzi alle provocazioni.

3)      Se proprio non se ne può fare a meno, bisogna difendersi, ma in maniera proporzionata: se qualcuno offende per primo – ed insiste – si risponde all’offesa, avendo cura di mantenere la calma. Stesso discorso se qualcuno minaccia di colpire: in quel caso si deve colpire prima, ma solo se si è assolutamente certi che sta per colpirci e, comunque, sempre in proporzione alla minaccia.

4)      Rispettare l’ambiente di lavoro, scuola e sport: ci sono altre persone a cui non piace chi fa gazzarra, non piace sentire parolacce o bestemmie e non piace vedere azioni violente: rispettare gli ambienti per essere rispettati. Chi è presente, apprezzerà l’autocontrollo e disprezzerà le persone violente e volgari.

5)      Gli insegnanti, i coach, i datori di lavoro sono persone che stanno facendo il proprio lavoro e stanno cercando di dare istruzioni: occorre sempre rispettarli ed avere attenzione a non offenderli, non solo con le parole, ma anche con i fatti (niente gestacci, niente alzate di spalle e così via).

6)      La gente ci osserva: avere un comportamento gentile e paziente ci fa apprezzare dal prossimo e non si creano pensieri negativi: reagire di istinto e senza controllo ci fa solo cattiva pubblicità ed allontana le persone da noi, così si finisce per essere isolati.

7)      Apprezzare chi sa chiedere scusa per gli errori e imparare a chiedere scusa: a tutti può capitare di sbagliare, ma è importante riconoscere i propri errori.

8)      Avere dignità. Tutte le regole precedenti sono legate, però, alla dignità: non si supplica per avere l’amicizia o il perdono; il perdono si chiede solo se si sbaglia, non per mantenere i rapporti, se non si è oggettivamente sbagliato, non si chiede perdono. L’amicizia è un sentimento sacro: chi ci umilia, ci maltratta o ride di noi, non è un amico, ma un serpente, meglio evitarlo, con gentilezza lo si isola e non lo si frequenta più. Meglio soli che male accompagnati, dice il proverbio.

9)      Avere coraggio, non incoscienza, sapendo cosa fare e quando farlo: difendere chi è più debole o aiutare chi è in difficoltà, trovare soluzioni e non sopportare i soprusi; ma, soprattutto, sapere anche quando è il momento di chiedere aiuto: agli adulti per i più giovani, a che ne sa più di noi e non a gente sconosciuta che potrebbe essere anche pericolosa, occorre imparare a riconoscere di chi ci si può fidare.

10)  Sapere che abbiamo dei limiti: non possiamo saper fare tutto o conoscere tutto o risolvere tutto. Occorre imparare a capire e riflettere sulle cose, chiedendo ed applicando i consigli che possono darci le altre persone, soprattutto coloro che ci vogliono bene. Chi vuole bene non darà mai consigli cattivi: impariamo ad ascoltare e non solo a parlare (meglio chiacchierare poco).

In conclusione. La vita è complicata, ma possiamo essere bravissimi a complicarcela di più.

                                                                                                          Rocco Suma