La memoria breve fa dimenticare la lunga sofferenza

Poco spazio dedichiamo allo studio dell’evento morte, ma anche se la tanatologia è strumento di ricerca di pochi esperti, gli aspetti metafisici relativi alla sua esistenza sono accessibili a tutti noi. Solo bisogna volerli cercare. Eppure la rassegnazione palpabile nella umanità che ci circonda, rasenta una consapevole acquiescenza, quasi ascetica, che accetta impassibile una decisione di fine vita imposta.

Non condivisa ma anche poco compresa, perché poco accertata e poco accettata, perché crederci fa molto male. È scomparsa in Italia, fino ad ora, una popolazione di circa trecentomila persone, fra morti per pandemia e quelli ammazzati dalle cosiddette reazioni avverse, una città del nostro Paese, ma nessuna sembra sia sconvolto da questo avvenimento. Stiamo celebrando inni e offrendo cerimonie giaculatorie in difesa del genere femminile, ma non riusciamo a guardare l’”umanicidio” che ci circonda.

Una indecifrabile indifferenza battuta dalla grancassa del potere costituito che risuona immutata fra i tanti agglomerati di acquisito dolore, priva di identità, motivazioni ma soprattutto di astratta origine. Come interpretare questa mestizia che ormai costituisce corredo ordinario del modo di essere di un cittadino italico, lontano dal trasformare il suo modo di vedere in quello di guardare e interrogandosi, in voglia di indagare? Come intendere la totale assenza di ribellione vera, surrogata da una sterile manifestazione di protesta appena accennata dai tanti roboanti proclami, silenziati dal loro stesso rumore! Dove si nasconde la “nervatura” di questo popolo?  Dove la voglia di ribellarsi?

Eppure i progetti del Sistema che opera contro, sono ormai ben comprensibili, addirittura espliciti, il modo di operare molto meno. Gran parte della popolazione ha potuto attingere e può continuare a farlo alle fonti della conoscenza la cui informazione, non sarebbe strano sospettare, è fornita e architettata dallo stesso Covid Club. Con il risveglio del freddo invernale, anche le voci assopite degli sponsor dei così detti vaccini, hanno subito un nuovo impulso, alimentato dal desiderio di promuovere una iniziativa e raccomandare una rinnovata azione preventiva che ha già dato buoni frutti: oltre centosessantamila morti, oltre novecentocinquantamila morti improvvise, a parte gli invalidi! Numeri e dati che continuano ad essere trascurati dal Club ma che hanno inferto uno dei peggiori colpi bassi alla popolazione ignara, resa ignorante, sofferente, ma anche incredula.

Difficile accettare l’idea che lo Stato possa voler operare non rispettando le regole a tutela del cittadino. Ma la memoria non dimentichi quanto accaduto fino ad ora, servirà a rendere tutti noi più vigili e meno arrendevoli. Altre iniziative appaiono all’orizzonte non solo da parte dell’OMS, che reclama più potere decisionale volendo imporre una dittatura sanitaria globale, ma anche da parte della Commissione Europea, innamoratasi del modello “one health” che propone un approccio di tipo olistico nel considerare lo stato di salute del pianeta come quello di un singolo individuo. Altro progetto dalle dubbie finalità, cosi come quelli da intraprendere, definiti “green”.

Una malefica idea che riporta la mente al “green pass”, pericolosa imposizione che ha distribuito morte e sofferenza. Purtroppo senza conoscerne la durata e la fine. Quindi, quale 1522 comporre per difendersi dalla invadenza dei novelli tutori del nostro stato di salute?

Ugo Lombardi