Regole o responsabilità?

Qual è il potere dell’informazione? Qual è il potere della comunicazione? Se si dicesse il potere culturale la risposta sarebbe esatta per un terzo.

Sono il potere politico ed il potere economico che vanno a colmare i due terzi che mancano.

Questo perché i mass-media ben si prestano al raggiungimento degli scopi dei politici e del mondo imprenditoriale.

Una comunicazione di massa che si presta ottimamente al fine di arrivare a più persone possibili. Che diventano soggetti da persuadere.

È di come sia cambiato il modo di comunicare del politico che si andrà a spiegare. Se nel secondo dopoguerra la scena politica è dominata dai partiti politici, negli anni 70 la situazione comincia a cambiare.

All’interno dei partiti il legame tra i soggetti erano saldi grazie alla condivisione forte delle credenze e delle ideologie. Con l’avvento e la diffusione della televisione la situazione comincia un po’ a cambiare.

La crisi delle ideologie, quella di cui ancora oggi si parla, fu causa e conseguenza dell’utilizzo sempre più frequente della comunicazione televisiva da parte dei politici. Le strategie comunicative devono adeguarsi al nuovo modo di fare politica. Meno politica, più propaganda.

Questa la situazione sino agli anni 90.

La svolta drastica avviene con l’avvento di internet. E con lo sviluppo di tutto ciò di cui il Web è il precursore. La politica che diventa oggetto di consumo.

La personalizzazione e la spettacolarizzazione della politica. Non importa quale sia il programma politico di un partito. Importano i like che la foto di un presidente qualsiasi del consiglio ottiene vicino al suo albero di natale.

L’engagement è la meta. Il fine ultimo della politica. E se prima erano ben divisi i confini tra politica ed intrattenimento, oggi sembra che tutto sia intrattenimento… e la politica? Politici influencer e influencer che parlano di politica.

C’è bisogno di nuove regole? Forse sì. Ma di sicuro c’è l’urgenza di ritrovare il senso della responsabilità.

Lucia Ricchitelli