Tutti pazzi per le melagrane

Boom della produzione di melegrane in Puglia in aumento del 150%, con le quantità in quintali passate da 65mila a 162mila in 3 anni, da tutelare dalle importazioni massicce dall’estero che mettono a rischio un segmento che vive uno sviluppo esponenziale. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base di una elaborazione di dati ISTAT, in riferimento alla prima intercettazione della Commissione europea di Falsa Cydia, una specie particolare di falena, in una spedizione di melagrane proveniente dal Marocco, finora ‘zona free’ dal parassita da quarantena.

Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di virus e insetti che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – aggiunge Coldiretti Puglia – anche con l’avvio di una apposita task force.

L’aumento della domanda di melegrane – dice Coldiretti Puglia – alimenta le importazioni di prodotto oltre che dai paesi produttori dell’Europa del Sud, Spagna, Israele e Marocco, anche da Cile e Sudafrica, come al solito spacciati per ‘made in Puglia’.

Sono due le varietà che si stanno diffondendo più velocemente in Puglia, Akko e Wonderful, la prima più precoce – spiega Coldiretti Puglia – dato che la campagna comincia nella prima decade di settembre con una produttività che varia dalle 25 alle 30 tonnellate per ettaro, per la seconda, invece, la campagna prende l’avvio nella seconda metà d’ottobre e la produttività varia dalle 35 alle 45 tonnellate per ettaro. Tra l’altro le melagrane sono richieste anche dalla grande distribuzione organizzata – dice Coldiretti Puglia – che ha visto crescere vertiginosamente l’attenzione dei consumatori che ne apprezzano i molteplici usi e sono interessati a conoscerne gli utilizzi e le caratteristiche nutritive.

Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – conclude Coldiretti – che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta.