Ercole senza giustizia

Era all’inizio del mese di marzo 2023 quando, a seguito di una segnalazione, fu trovato dai volontari LAV di Siracusa legato nel giardino di una villetta con una catena talmente stretta da causargli ferite profondissime, abbandonato a se stesso tra i suoi escrementi, impossibilitato a muoversi.

Grazie all’immediato esposto della LAV ci fu l’intervento della Polizia Municipale e dell’Asp veterinaria e così Ercole, molto probabilmente un cane randagio entrato nel terreno privato, fu sequestrato e soccorso. Successivamente fu affidato alla LAV che tutt’ora si sta occupando del suo recupero fisico e psicologico.  I presunti responsabili furono denunciati.

A 10 mesi di distanza il Tribunale di Siracusa ha ammesso gli indagati alla messa alla prova per la durata di mesi 4, ordinando loro il pagamento di euro 500. Inaudito. La sofferenza di un cane, quantificata in una mera somma di danaro.

“È una pena ridicola per chi ha commesso un atto di puro sadismo nei confronti di un animale che non è morto tra atroci sofferenze solo grazie all’intervento dei volontari e che porta ancora profonde cicatrici sia nel corpo che nella psiche per il dolore e il trauma che ha subito – evidenzia la LAV – Nonostante la nostra opposizione alla concessione della “messa alla prova” tramite deposito di una memoria, è stato ancora una volta concessa questa modalità di estinzione del reato che non dovrebbe essere prevista per i reati contro esseri viventi, il cui valore viene svilito al pari di meri oggetti. Ci auguriamo che venga finalmente esclusa questa possibilità, come sarebbe già previsto nella Proposta di Legge che deve essere esaminata e approvata dalla Commissione Giustizia della Camera”. 

La normativa di riferimento, soprattutto negli aspetti sanzionatori, risulta del tutto inadeguata a contrastare un fenomeno criminale così diffuso come quello del maltrattamento animale. Purtroppo, è evidente che, nonostante alcuni casi di maltrattamento incontrino grande eco, questi crimini – e, di conseguenza, i loro agenti – sono tollerati in modo più indulgente dalla legislazione e dalla società in confronto ad altre trasgressioni, in netta coerenza con la prospettiva antropocentrica. Più che pena giusta, ovvero adeguata all’offesa e idonea a risarcire il danno arrecato, scorrendo le condanne delle sentenze, laddove ci sono, si ha la sensazione di trovarsi alla presenza di meri scappellotti giuridici, di poco più di un ammonimento, di una pena meramente formale. In questo contesto, appare ancora più impellente la necessità di rinnovare il nostro apparato giuridico. Non sono rinviabili ulteriormente le modifiche alla normativa vigente, non solo sotto l’aspetto sanzionatorio, ma più in generale dell’intero sistema di prevenzione e di tutela penale degli animali. È un dovere garantire giustizia, con una pena giusta e proporzionata, alle vittime. A qualsiasi vittima, di qualsiasi specie.

La LAV lancia una petizione online indirizzata ai parlamentari di Camera e Senato e al Ministro della Giustizia Nordio per chiedere l’approvazione di una nuova normativa con pene certe e più severe per chi uccide e maltratta gli animali. 

Ciro Troiano

(ph. Lav)