Rinnovabili in Europa e la scarsa informazione nello Stivale

Il Centro Studi di Otovo, azienda norvegese specializzata nel fotovoltaico residenziale, ha redatto un rapporto sulla presenza delle energie rinnovabili nel continente europeo analizzando la penetrazione effettiva di pannelli solari, pompe di calore e veicoli elettrici in tredici paesi: Olanda, Belgio, Svizzera, Austria, Polonia, Germania, Regno Unito, Italia, Portogallo, Svezia, Francia, Spagna e Norvegia.

L’analisi evidenzia che la media delle famiglie con impianti fotovoltaici residenziali è dell’8,5% e che per quanto riguarda il fotovoltaico residenziale troviamo al primo posto l’Olanda mentre l’Italia è al nono.

In Italia la percentuale delle famiglie che usufruiscono di impianti fotovoltaici residenziali ruota intorno al 5% e nonostante, negli ultimi anni, ci siano stati notevoli innovazioni tecnologiche che hanno reso ottimale la resa dei pannelli fotovoltaici a cui si sono aggiunti anche incentivi nazionali economici per favorirne l’installazione, si registra ancora un uso limitato a causa delle lungaggini burocratiche e varie limitazioni che differiscono di regione in regione.

L’installazione delle pompe di calore, tecnologia a basso impatto ambientale, aumenta in Europa e, nei tredici Paesi presi in esame, la media si aggira intorno al 14,5 % con la Norvegia al primo posto e l’Italia al quarto.

L’uso delle pompe di calore, come alternativa per riscaldare le proprie abitazioni, dovrebbe essere maggiormente diffuso in Italia attraverso un’informazione adeguata e mirata nei confronti della comunità tenendo conto che l’installazione combinata di fotovoltaico e pompe di calore garantisce un risparmio pari all’86% sulle bollette.

L’anlisi evidenzia che in Europa in merito all’uso dei veicoli elettrici, la percentuale dell’intero parco auto alimentato da energia elettrica è del 3,7% e che in Italia le immatricolazioni sono diminuite del 15% tra il 2021 e 2022.

L’indagine rivela che in Italia il freno all’acquisto dei veicoli elettrici dipende dalla scarsità, in particolare nel Mezzogiorno, delle infrastrutture di ricarica per cui si delinea la necessità di aumentare presenza di colonnine fast e rendere i punti di ricarica funzionanti e facili da trovare.

Antonella Cirese