Smart working e Pubblica amministrazione.

La mancata proroga del lavoro agile per gli statali nel decreto legge Milleproroghe, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre scorso,ha posto, come osservano i sindacati, il pubblico impiego in una posizione di svantaggio rispetto ai dipendenti del settore privato che, invece, hanno avuto riconosciuto dalla legge di conversione del dl Anticipi (dl 145/2023) un allungamento del lavoro da remoto emergenziale fino al 31 marzo 2024 per lavoratori fragili e genitori di figli under 14.

A soccorso dei pubblici dipendenti è intervenuto il ministro della Pubblica Funzione Zangrillo con una direttiva nella quale si stabilisce che, per i genitori con figli sotto i 14 anni e lavoratori “fragili”, si mantiene la possibilità di lavorare in modalità agile in situazioni particolari (i lavoratori dovranno documentare gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari) affidando, dunque, agli accordi individuali e ai dirigenti il compito di “individuare le misure organizzative necessarie”.

In sintesi ogni Pubblica Amministrazione ha l’onere di crea tempestivamente regole interne idonee a permettere ai soggetti fragili di svolgere il lavoro agile.

La direttiva introduce un principio di flessibilità a favore dei lavoratori fragili che permette di derogare alla regola della prevalenza del lavoro in presenza, la speranza ora è che le amministrazioni siano in grado disporre “tempestivamente” le regole interne per attuare pienamente la deroga.

Antonella Cirese