Al ristorante la Doggy Bag si chiama Rimpiattino

“Spreco alimentare: al ristorante la Doggy Bag si chiama Rimpiattino” è il titolo del rapporto realizzato da Fipe Confcommercio e Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica), dal quale si rivela che gli italiani che portano a casa il cibo non consumato durante un pranzo o una cena al ristorante rappresentano solo il 15,5% e la percentuale scende addirittura all’11,8% se consideriamo il vino, anche se in realtà, la quasi totalità dei ristoratori (91,8%) è attrezzata per consentirlo. Inoltre l’indagine evidenzia che c’è disponibilità ad usare la Doggy bag in quanto il 74% degli italiani si dice a favore della possibilità di portare a casa il cibo che non è riuscito a consumare e il 22% di essi la considera una variabile importante nella scelta del ristorante.

I dati evidenziano che c’è un imbarazzo psicologico da parte dei clienti a portare il cibo non consumato a casa e che è necessaria una promozione culturale per superare i pregiudizi rispetto a comportamenti che sono virtuosi e che si muovono nell’ottica dell’antispreco alimentare dando il giusto valore al cibo.

Fipe e Comieco sono promotori nella sensibilizzazione “rimpiattare” ovvero ricucinare gli avanzi del giorno prima ed infatti hanno rinnovato la collaborazione che, nel 2019, ha promosso il progetto ‘Rimpiattino’, grazie alla quale sono stati distribuiti ai ristoranti coinvolti nel progetto iconici contenitori di carta – riutilizzabile e riciclabile – preparati appositamente per portare a casa il cibo e il vino non consumati a tavola. Dal 2019 ad oggi sono stati distribuiti 24.000 ‘Rimpiattini’ in 875 ristoranti di 22 città, e con l’occasione è stata presentata la nuova funzionalità dell’app istituzionale ‘Sprecometro’ – che misura lo spreco alimentare al di fuori delle mura domestiche.

Antonella Cirese