La desertificazione bancaria avanza. Inesorabilmente

La desertificazione bancaria continua ad avanzare inesorabilmente infatti dai dati elaborati dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl emerge che il 41,5% dei comuni italiani, circa 3.300, non ha più sportelli bancari sul suo territorio e durante il 2023 i comuni desertificati sono saliti a 134.

In Italia nel corso del 2023 gli sportelli che hanno chiuso, da 677 del 2022, sono aumentati a 826 a cui si aggiunge l’aumento delle persone che non hanno accesso ad una filiale nel comune di residenza che sono 362mila in più rispetto ad un anno fa, mentre gli italiani residenti nei comuni in cui c’è un solo sportello sono circa 6 milioni.

I dati rilevano che tra le province meno desertificate ci sono quelle di Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Grosseto, Ragusa, Ravenna, Reggio Emilia e Pisa mentre per le grandi città tra le posizioni più arretrate ci sono Milano 24° posto, Roma 40°, Napoli 50°alla fine della graduatoria si pongono Vibo Valentia e Isernia.

La graduatoria delle regioni vede Marche (- 6,7%), Abruzzo (- 5,1%), Lombardia (- 5,1%), Sicilia (- 5%), Calabria (- 4,2%) posizionarsi agli ultimi posti.

L’osservatorio rivela come la desertificazione bancaria non sia compensata dalla diffusione dell’internet banking che in Italia viene utilizzato solo dal 51,5% degli utenti contro una media Ue del 63,9%.

Dati che mettono in risalto come la politica delle banche sia dettata più da un risparmio dei costi che da una diffusione del digitale e fanno riflettere sulla necessità di cambiare rotta non privando i cittadini, in particolare soggetti fragili ed anziani, di un servizio che è una ricchezza per il territorio e la comunità.

Antonella Cirese