L’outplacement accorcia i tempi della transizione occupazionale

L’outplacement è la ricollocazione nel mondo del lavoro, mediante un’agenzia specializzata, di un lavoratore in uscita da un’azienda.

Nella pratica si traduce in un’attività di consulenza che coinvolge l’azienda che licenzia per motivi contingenti, la risorsa umana che sta per essere licenziata ed ha bisogno di un nuovo lavoro e l’agenzia di outplacement che si assume il compito di accompagnare il lavoratore nel reinserimento nel mondo del lavoro.

L’outplacement si rivela uno strumento efficace per ridurre i tempi della transizione occupazionale con conseguente riduzione degli svantaggi economici e sociali legati al licenziamento.

Un’analisi che trova conferma nella ricerca effettuata da AISO, Associazione Italiana Società di Outplacement, che evidenzia come la ricollocazione occupazionale di circa l’85% dei lavoratori (impiegati di primo livello, quadri e dirigenti) supportati con un percorso di Outplacement, è avvenuta in 4,8 mesi medi, in calo rispetto al 2022 (5,8 mesi).

Inoltre la ricerca evidenzia come, nel 2023, il 75% dei candidati, coinvolti nel processo di transizione occupazionale, sia passato ad un nuovo lavoro con un ruolo uguale o superiore e che invece il 54% dei candidati ha trovato una posizione lavorativa con un compenso uguale o superiore realizzando in concreto un avanzamento di carriera.

Risultati positivi che dovrebbero invogliare le imprese a ricorrere all’uso dell’Ouplacement per sostenere i dipendenti nella ricerca di un nuovo lavoro.

Antonella Cirese