Animali tra criminali e angeli

Un panda rosso, animale in via di estinzione, e altri 87 animali esotici sono stati salvati dal tentativo di sei cittadini indiani di contrabbandarli fuori dalla Thailandia.

In un comunicato stampa, il dipartimento doganale della Thailandia ha dichiarato di aver arrestato cinque uomini e una donna all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok per aver tentato di contrabbandare gli animali con destinazione Mumbai, in India.

I funzionari hanno trovato diversi mammiferi e rettili, tra cui 29 camaleonti, sette varani dalla gola nera, 21 serpenti, tra cui serpenti del mais e i serpenti del bambù rosso, quattro scinchi e 15 uccelli esotici come l’uccello del paradiso e pappagalli dal becco grosso. Inoltre, c’erano due scoiattoli dagli occhi rossi, due pipistrelli, due scimmie dal mantello di cotone, un pesce tigre, un cusco orsino di Sulawesi, e altri per complessivi 87 animali.

I trafficanti avevano occultato tutti gli animali nei bagagli destinati al check-in. Le immagini condivise dal Dipartimento doganale tailandese mostrano animali imballati in ceste, vasche di plastica e borse all’interno di grandi valigie.

I funzionari hanno affermato che i presunti contrabbandieri hanno violato numerose leggi, tra cui la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES), l’unico trattato internazionale che regola il commercio globale di piante e animali al fine di impedire che la vendita metta in pericolo la loro sopravvivenza. I fermati sono anche accusati di aver tentato di esportare animali vivi senza dichiarazione e di aver violato le leggi sul controllo delle malattie animali.

Ma per fortuna il mondo non è solo male. In India è stato annunciato il lancio di un ambizioso progetto di conservazione della fauna selvatica, pronto a diventare il più grande rifugio per animali maltrattati, feriti e in via di estinzione del mondo.

Denominata “Vantara”, che significa “Stella della foresta”, questa vasta struttura si estende su 3.000 acri a Jamnagar, nel Gujarat, in India.

Il grande centro di conservazione comprende strutture sanitarie all’avanguardia, ospedali, centri di ricerca e istituzioni accademiche.

Ma in confini di “Vantara” vanno oltre quelli materiali: il progetto si propone come sostegno per salvare, curare e riabilitare animali a livello globale.

Fin dal suo inizio, l’iniziativa è riuscita a salvare più di 200 elefanti e una varietà di rettili e uccelli, comprese specie critiche come rinoceronti, leopardi e coccodrilli. Le collaborazioni con centri di soccorso a livello globale, in particolare in Messico e Venezuela, hanno sostanzialmente ampliato la sua influenza.

In particolare, la struttura vanta un centro di recupero degli elefanti all’avanguardia, che affronta specificamente la difficile situazione degli elefanti in pericolo a causa della caccia illegale per rubare le loro zanne. L’Elephant Hospital all’interno del centro è dotato di strutture mediche avanzate, tra cui macchine portatili a raggi X e laser, un laboratorio di patologia e una camera di ossigeno iperbarica. Lo staff, composto da 500 professionisti tra veterinari, nutrizionisti e patologi, lavora instancabilmente per garantire il benessere di oltre 200 elefanti, offrendo trattamenti come piscine per idroterapia, una grande vasca idromassaggio per elefanti e persino massaggi a base di argilla (multani mitti). Scusate se è poco.

Ciro Troiano