Aldo Moro e le verità scomode

Ormai sono tanti gli anni che ci separano da quei giorni terribili. Quando dicevamo che -forse- solo dopo decenni avremmo capito cosa aveva mosso quelle mani omicide. Nel dirlo ci riferivamo all’oggi e adesso che l’oggi è qui non possiamo esimerci a provare a fare una disamina, almeno parziale e non certo esaustiva, di quanto scaturì da quell’assassinio. 

Il 1978 è stato un anno orribile da ogni punto di vista e sul piano economico fu l’anno dell’avvio del Sistema monetario europeo che fu sancito da una risoluzione del Consiglio Europeo del 5-6 dicembre 1978 (per l’Italia c’era Giulio Andreotti che fu lo stesso a firmare nel febbraio 1992 Maastricht), poi entrato in vigore il 13 marzo del 1979. Il 1978 è anche l’anno della nomina a direttore generale della Banca d’Italia di Carlo Azeglio Ciampi che l’anno dopo diverrà governatore nonché Presidente dell’Ufficio Italiano Cambi evidentemente scelto e preposto a garantire il rispetto del Sistema Monetario Europeo (SME). Cosa prevedeva lo SME? che le monete deboli dovessero oscillare entro un limite ristretto e non oltre; per ottenere questo regime di cambi controllato si dovevano fornire marchi al mercato a un cambio non molto dissimile da quello pattuito negli accordi dello SME. Nel concreto se la Germania esportava più degli altri producendo una tendenza all’aumento del tasso di cambio del marco -che ovviamente rendeva più care le merci tedesche per l’acquirente estero- interveniva la Banca d’Italia e l’Ufficio Italiano Cambi che offrivano marchi prelevati dalle riserve valutarie italiane ad un cambio contenuto che così favoriva ulteriormente le esportazioni tedesche a danno di quelle italiane. Cioè si prevedeva di “falsificare” il cambio lira/marco che spontaneamente si sarebbe creato all’esplicito scopo di favorire la Germania e -un po’ meno- la Francia; a spese dell’Italia che doveva intervenire ad aiutare le industrie tedesche. “Controllare” era il termine usato per non dire “falsificare”. Sistema che negli anni ottanta sotto l’attenta supervisione di Ciampi ha creato la grandezza tedesca a scapito delle finanze italiane tant’è che l’Italia era il mercato di sbocco maggiore per l’industria tedesca… con le ovvie conseguenze sul livello del nostro debito di cui ancora si discorre. 

Andreotti -con il suo compagno di sacrestie Cossiga- era consapevole di produrre questo disastro antitaliano? Forse; la evidente assurdità di questo meccanismo induce a credere che non capì appieno la dimensione della dannosità sistemica di tale accordo; inoltre anche il ceto “imprenditoriale” italiano (cioè la grande impresa) non aveva compreso appieno come ancora adesso non capisce appieno cosa significa questa integrazione monetaria europea.

Ma v’è da fare un’altra considerazione: probabilmente i democristiani dell’epoca -che supponevano che l’assassinio Moro significasse una maggiore influenza americana in Italia- videro in una maggiore integrazione con la Germania una specie di assicurazione per fermare o edulcorare una temuta maggiore colonizzazione americana dell’Italia. Giochetto (di strizzare l’occhi ad altri in funzione di contenimento dell’invadenza USA) che già era stato realizzato con il rapporto con il PCI e con l’Unione Sovietica. È cioè possibile e molto probabile che la cultura politica del tempo fosse più tattica che politica vera e propria; cosa peraltro evidente nella intera vita di Andreotti e Cossiga e dello stesso Moro.

Questa cultura della prevalenza del “con chi stai” rispetto al “quanto pesi” completata dalla pochezza culturale degli economisti e della imprenditoria dell’epoca ha fatto il resto. Avrebbe Moro Presidente del Consiglio o della Repubblica in quel 1978 permesso una svendita dell’Italia così sfacciata? Con Moro in vita la democrazia cristiana si sarebbe sfilacciata fino alla implosione o avrebbe elaborato una proposta italiana al futuro dell’intera Europa? Moro avrebbe consentito la svendita dell’IRI a completamento dell’opera avviata con lo Sme a favore di lobby poco raccomandabili? Non abbiamo la risposta ma è certo che la sua assenza ha lasciato il campo libero al governo dei nordici come nordici sono stati tutti: Ciampi, Craxi, Amato, Spadolini, Fanfani, Goria, ad esclusione della parentesi de Mita. Senza parlare dei presidenti della Repubblica: Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi. Quindi il delitto Moro ha spalancato le porte a quella integrazione europea fortemente condizionata dalle lobby internazionali del Nord del mondo che oggi subiamo e ha impedito la nascita di una idea e una via italiana e mediterranea all’Europa; Europa che così ha finito con l’essere una idea e una proposta specifica delle culture nordiche e quindi autoritarie, non certo mediterranee. Peraltro Schuman, Adenauer e de Gasperi, “padri” dell’attuale Europa non erano tutti di lingua e passaporto tedesco/austroungarico?

Il fatto di essere cattolici li portava a pensare in grande e cioè in termini universalistici edulcorati dal postulato della sussidarietà o solidarietà che, secondo loro, avrebbe ammorbidito l’autoritarismo necessario alla gestione di realtà così grandi; ma quando la cultura cattolica è stata sommersa da quella efficientista e tecnocratica (cosa che non poteva non accadere vista la dimensione del boccone) è venuta fuori la pericolosità e dannosità del troppo potere in troppo poche mani. Mani certamente poco inclini alla solidarietà che non sia portatrice di ulteriori vantaggi per chi potente già lo è (esempio eclatante il PNRR). Con le conseguenze catastrofiche che subiamo: dai grilli fritti alle guerre, ai vaccini a gogo, alla finanza, alle banche, all’abolizione del contante, al cibo e, più in generale, la merce venuta da lontanissimo e relativo danno ambientale… .e milioni di altre assurdità visibilmente uscite da menti scollegate dalle realtà effettive dell’Europa; Europa che peraltro non è certamente uniforme al suo interno come non può essere uniforme al proprio interno una realtà di cinquecento milioni di persone. 

La consapevolezza di questo aspetto non secondario delle conseguenze di quell’efferato delitto ci dice che siamo all’anno zero nella elaborazione del sogno europeo, quello vero, che non può non fondarsi sulle culture che si bagnano e si incontrano nel Mediterraneo.

Canio Trione