L’educazione finanziaria entra nei programmi scolastici

L’ora dell’educazione finanziaria tra i banchi di scuola sta per scattare. Nel mese di febbraio, il DDL Capitali è stato approvato, con modifiche, prima alla Camera e successivamente, in via definitiva, al Senato, ed è stato convertito nella Legge 21/2024 che dedica all’educazione finanziaria il Capo III dal titolo Misure di promozione dell’inclusione finanziaria.

Entrando nel merito, la norma 25 prevede una serie di “Misure in materia di educazione finanziaria” con l’introduzione ufficiale dell’educazione finanziaria nei programmi scolastici.

Un provvedimento che da centralità, iniziando dalla scuola primaria e poi fino alla secondaria di secondo grado, all’educazione finanziaria di cui, in Italia, la comunità ha una conoscenza insufficiente.

L’obiettivo è formare, attraverso un percorso formativo ancora da determinare, i ragazzi, futuri cittadini attraverso la conoscenza e la consapevolezza di cosa siano la finanza, il risparmio e l’investimento in modo da avere una sostenibile e responsabile gestione economica del proprio futuro.

Per fare questo il Ministero dell’istruzione e del merito determinerà “i contenuti d’intesa con la Banca d’Italia, la Commissione nazionale per le società e la borsa, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, sentito il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria e sentite le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e degli utenti bancari, finanziari e assicurativi”.