Attenti alla banda del Bassotto

Animali rubati e trafugati come cose. In aumento i casi: grande è l’allarme in alcune zone. Nelle ultime settimane nel Frusinate sono spariti diversi cani da caccia e l’allarme e la paura si sono diffusi sui social.

Ogni giorno nel nostro Paese un numero importante di cani vengono rubati. Alcuni anni fa i Carabinieri Forestali hanno ipotizzato, stando alle denunce presentate a livello nazionale, che in media vengono rubati circa 3 cani al giorno, mille all’anno. Ma il numero oscuro, ovvero i casi reali non denunciati, è molto alto. La fenomenologia è varia e complessa e non è possibile qui affrontarla compiutamente, tuttavia si possono fare alcune considerazioni.

Il più delle volte gli animali vengono rubati per il loro valore economico e finiscono poi al mercato nero o usati come riproduttori. In particolare, per quanto riguarda i cani, la vittimologia di questa categoria vede a rischio animali di razza con pedigree importanti, campioni di bellezza, o campioni di caccia. È noto, ad esempio, che esiste un vero e proprio mercato clandestino di Setter addestrati per l’attività venatoria: un buon cane può arrivare a costare alcune migliaia di euro, un campione di gare e mostre, molto di più.

Altri cani dal forte valore economico, e come tali a rischio, sono quelli da tartufo che possono arrivare a valere al mercato nero anche 15 mila euro.

A questi si aggiungono cani di razza o simili che vengono venduti tramite Internet e canali non ufficiali da allevatori abusivi o da privati che mettono annunci. Il fenomeno nell’area anglosassone è conosciuto come “dog flipping”.

Anche in America il furto di cani è in forte aumento e vi sono gruppi specializzati che “spacciano” gli animali trafugati su Internet. I cani vengono portati via dalle loro case e famiglie e ceduti a estranei. Mentre alcune persone non rivedranno mai più i loro cani, altri hanno riferito di aver visto annunci online dei propri animali domestici rubati.
Vi sono poi i rapimenti con le annesse richieste di riscatto. Sono stati addirittura registrati casi di aggressione ai danni di coloro che portavano il loro cane al guinzaglio, per rapire l’animale. Il cane sparisce e dopo poco qualcuno si fa vivo con la richiesta di soldi. A volte le persone non capiscono neanche che si tratta di un rapimento poiché il cane scompare nel corso della consueta passeggiata al parco, quando è lasciato libero, e la cosa passa come “smarrimento”. Si mettono così i volantini con la promessa di una “lauta ricompensa” e ai malfattori non resta che mettersi in contatto per ritirare quanto promesso, dicendo di averlo ritrovato. La stessa cosa succede anche per i gatti abituati ad uscire di casa.

Un altro canale dei furti è quello del racket delle elemosine: a rischio cuccioli, animali di piccola taglia o malconci; animali, insomma, che devono colpire per la loro tenerezza.

I combattimenti, invece, sono dietro al furto di alcune tipologie di cani, pit bull, cani da presa o di taglia grande che possono essere usati nelle lotte o come sparring partner per addestrare e allenare i combattenti o per testarne il valore e la forza.

Rapire un animale è un’esperienza traumatica sia per i cani che per i loro compagni umani. Attenti, quindi, alla banda del Bassotto.

Ciro Troiano