… Sulla denatalità e sull’istruzione delle donne

Nel 2011 Camillo Langone, scrittore italiano, noto per le sue posizioni cattoliche tradizionaliste, esortava a togliere i libri alle donne per farle tornare a fare più figli, più di dieci anni dopo sembra che l’invito non sia stato accettato. Per fortuna.

Secondo i dati Istat nel report “Livelli di istruzione e ritorni occupazionali” dell’anno 2022, la percentuale di donne laureate tra i 25 e i 34 anni è pari al 35,5% rispetto al 23,1% degli uomini.

Langone avallava la tesi secondo la quale, in accordo col ministro conservatore britannico David Willets, la scolarizzazione fosse responsabile del calo demografico. Dai dati di un’indagine realizzata dalla Fondazione Magna Carta emerge invece che la denatalità è conseguente a diversi fattori materiali e immateriali. Dall’incertezza economica alla paura della responsabilità.

Soffermandosi su quest’ultima diventa centrale esaminare, per quel che questo spazio concede, la responsabilità delle madri e ciò che ci si aspetta da esse.

Non si tratta di rendere cool la maternità. Ma di far in modo che una madre possa sentirsi libera di essere una donna senza una società che la faccia costantemente sentire in colpa.

Perché magari ha delegato ad un parente un compito da mamma che intanto si è presa del tempo per sé stessa.

Se la responsabilità è rispondere delle proprie azioni e di quelle altrui, come nel caso dei figli, è ora che questa sia esattamente suddivisa tra entrambi i genitori.

Iniziando magari a inserire nei gruppi WhatsApp delle classi dei figli anche, o solo, i papà.

Questo articolo non è chiaramente esaustivo di tutte le problematiche connesse al tema della denatalità e dell’indipendenza femminile.

Vuole essere piuttosto un punto di partenza per coloro che pur nelle parole di Langone trovano un fondo di verità che non può essere però risolto togliendo i libri alle donne. Ma agendo sul piano strutturale come si chiede ormai da un decennio.

“A volte quando arrivo alla fine delle mie energie e devo fare ancora mille cose e non ci riesco, allora mi monta una rabbia pazzesca” una neomamma in La rabbia delle mamme. Perdersi per ritrovarsi di Alba Marcoli.

Lucia Ricchitelli